martedì 15 marzo 2011
UCI : togliere ai ricchi per, forse, dare ai poveri ( telespettatori )
Ci risiamo, non c'è telecronaca di corsa in cui non si fa riferimento alla polemica sull'utilizzo delle radioline. Si sono formati 2 schieramenti : chi le vuole abolire per un ciclismo più improvvisato e chi le rivendica per motivi di sicurezza. Io ho già espresso il mio parere; non capisco cosa ci sia di male a usare la tecnologia per dirigere dei PROFESSIONISTI, come se nel calcio, o qualsiasi altro sport di squadra ,si mettesse il mister in tribuna lasciando i giocatori liberi di muoversi a piacimento. La questione appare semplice invece sembra così difficile , a meno che il motivo del divieto sia un'altro. Ieri mi ha colpito un intervento di Cassani, ottimo commentatore , da subito schierato verso il divieto all'utilizzo. Erano le fasi finali della tappa e si sono verificate diverse forature a corridori , Cassani ha ricordato che ai tempi in cui lui correva si usava , per non perdere troppo tempo, far correre il capitano con vicino un gregario di "taglia" simile, in questo modo al minimo incidente quest'ultimo poteva passare la sua bicicletta senza far intervenire l'ammiraglia, alla faccia delle radioline, diceva ex ciclista . Che razza di esempio, allora le squadre si devono costruire in base alla taglia dei corridori? Mi ha sorpreso molto il ragionamento di Cassani, persona molto competente e intelligente. Così mi è venuto in mente un articolo letto di recente : non è che UCI , appoggiato dalla televisione, vuole mettere le mani sul'uso delle radioline alle squadre per gestire il loro utilizzo come crede, magari ispirandosi alla F1 e far sentire ai telespettatori cosa hanno da dirsi corridori e direttori sportivi ? Non ci sarebbe niente di male basta parlare chiaro e trovare un accordo comune.
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