Finalmente dopo diversi tentativi nelle corse di questo inizio di stagione, è arrivata la prima vittoria per Jacopo Guarnieri del 2011. Il 23enne velocista della Liquigas ha vinto oggi come piace a lui, con una volata di potenza.
Si è corso stamattina una semitappa della Tre giorni di La Panne. Percorso breve, 111 km nel circuito cittadino di La Panne. Anche se i chilometri erano pochi, il freddo e l'alta velocità hanno frazionato subito il gruppo e davanti sono rimasti una quarantina. Nella volata Guarieri è partito lungo ai 300m e di potenza ha avuto ragione del russo Galimzyanov e Casper. Personalmente sono molto contento che la Liquigas oggi abbia raccolto una bella vittoria (anche se in una corsa non importantissima), perchè i ragazzi hanno lavorato bene facendosi sempre vedere nelle prime posizioni. Sagan ieri è stato un pò ingenuo nella volata finale si è lasciato chiudere ai 200 m, ma quando è uscito dalla scia ha recuperato giungendo 3°. Come ho già detto la squadra ha puntato soprattutto sui giovani ( Oss, Sagan, Dall'Antonia, Guarnieri ecc.) per la campagna del nord, e sulla strada si stanno facendo quella esperienza che sicuramente li renderà dei corridori di grande livello per i prossimi anni.
In bocca al lupo per Domenica ai ragazzi della Liquigas
giovedì 31 marzo 2011
domenica 27 marzo 2011
Chi scende e chi sale
A una settimana dal Giro delle Fiandre, appuntamento che vale una stagione e per alcuni casi una carriera , le corse di questo week end hanno detto molto sulle condizioni dei corridori che ne saranno protagonisti.
CANCALLARA il favorito numero uno ha già la gamba dei giorni migliori, dopo aver corso alla grande la Milano San Remo , Sabato ha stracciato i suoi avversari vincendo in solitudine la Prijs Vlaanderen, inoltre può contare su una squadra fortissima : la Leopard. Un'altro alfiere della squadra lussemburgese si è distinto vincendo la prima tappa e la classifica generale del Criterium International : Frank Schleck.
In un arrivo in salita SCHLECK ha dato spettacolo Sabato staccando i suoi compagni di fuga quando mancavano 4 chilometri dall'arrivo, mentre dietro a coprire il "leopardo" c'era il fratello Andy che sgambettava tranquillamente controllando gli altri corridori che volevano inseguire.
TOM BOONEN oggi nella Gent-Wevelgem è andato forte ma è stato anche un pò fortunato, la sua condizione è buona, sui muri lo si è visto pedalare bene e in volata non ha dato spazio a nessuno, però sinceramente non pensavo che il gruppo riuscisse a raggiungere i fuggitivi.
BENNATI un altro secondo posto,oggi mi è sembrato piuttosto isolato e senza compagni accanto, nel finale si è dovuto arrangiare da solo nella volata, gli altri sono stati intrappolati nel secondo gruppo o forse nella leopard si inizia a perdere la fiducia del velocista italiano?
CAVENDISH ancora oggi è rimasto a secco, era una gara alla sua portata, non sarà una classicona ma la Gent-Wevelgem non è certo una corsa da buttare. L'inglese è rimasto staccato dai migliori vittima di una caduta quando mancavano più di 20 km all'arrivo, un pò di sfortuna, ma il fatto di trovarsi sempre nella parte centrale per non dire finale del gruppo dimostra che c'è qualche cosa che non va nella sua condizione.
Chi mi ha colpito maggiormente oggi è la LIQUIGAS-CANNONDALE. E'una squadra senza grossi nomi nelle corse di un giorno ( nelle corse a tappe con Nibali e Basso è diverso), ma piena di giovani di talento e sopratutto con un atleta di grande futuro : PETER SAGAN. Già alla San Remo mi era piaciuto molto, sempre attento, ha ceduto solo nel finale sullo scatto di Nibali, e oggi è stato protagonista nella corsa belga. Scappato quando mancava 30 km dall'arrivo con lui c'era il suo compagno Bodnar, Peter non si è risparmiato come fosse una cronosquadre ha pedalato forte con il gruppo costantemente a 20"-30". Tutto bene fino a 2 km dall'arrivo. Quando il gruppo si stava riportando sotto, Stannard è scattato cercando di arrivare da solo, Peter ha esitato qualche secondo per prendergli la ruota e quindi non ha avuto le gambe per recuperare l'inglese. Sono sicuro che se non avesse avuto quell'esitazione , dovuto anche alla mancanza di esperienza, con Stannard poteva evitare il ricongiungimento del gruppo e in volata vincere. Sagan ha solo 21 anni, sta maturando , oggi ci ha provato ed è stato un protagonista in una gara internazionale, il futuro è suo. Comunque mi è piaciuto lo spirito della Liquigas, si vedeva che oggi volevano vincere. Corridori giovani ma che non si sono lasciati sorprendere dalla frattura del gruppo, e quando è nata la fuga con i 2 atleti , in gruppo Oss, Dall'Antonia, e Marangoni si facevano sempre vedere davanti a rompere i cambi e proteggere i loro compagni.
CANCALLARA il favorito numero uno ha già la gamba dei giorni migliori, dopo aver corso alla grande la Milano San Remo , Sabato ha stracciato i suoi avversari vincendo in solitudine la Prijs Vlaanderen, inoltre può contare su una squadra fortissima : la Leopard. Un'altro alfiere della squadra lussemburgese si è distinto vincendo la prima tappa e la classifica generale del Criterium International : Frank Schleck.
In un arrivo in salita SCHLECK ha dato spettacolo Sabato staccando i suoi compagni di fuga quando mancavano 4 chilometri dall'arrivo, mentre dietro a coprire il "leopardo" c'era il fratello Andy che sgambettava tranquillamente controllando gli altri corridori che volevano inseguire.
TOM BOONEN oggi nella Gent-Wevelgem è andato forte ma è stato anche un pò fortunato, la sua condizione è buona, sui muri lo si è visto pedalare bene e in volata non ha dato spazio a nessuno, però sinceramente non pensavo che il gruppo riuscisse a raggiungere i fuggitivi.
BENNATI un altro secondo posto,oggi mi è sembrato piuttosto isolato e senza compagni accanto, nel finale si è dovuto arrangiare da solo nella volata, gli altri sono stati intrappolati nel secondo gruppo o forse nella leopard si inizia a perdere la fiducia del velocista italiano?
CAVENDISH ancora oggi è rimasto a secco, era una gara alla sua portata, non sarà una classicona ma la Gent-Wevelgem non è certo una corsa da buttare. L'inglese è rimasto staccato dai migliori vittima di una caduta quando mancavano più di 20 km all'arrivo, un pò di sfortuna, ma il fatto di trovarsi sempre nella parte centrale per non dire finale del gruppo dimostra che c'è qualche cosa che non va nella sua condizione.
Chi mi ha colpito maggiormente oggi è la LIQUIGAS-CANNONDALE. E'una squadra senza grossi nomi nelle corse di un giorno ( nelle corse a tappe con Nibali e Basso è diverso), ma piena di giovani di talento e sopratutto con un atleta di grande futuro : PETER SAGAN. Già alla San Remo mi era piaciuto molto, sempre attento, ha ceduto solo nel finale sullo scatto di Nibali, e oggi è stato protagonista nella corsa belga. Scappato quando mancava 30 km dall'arrivo con lui c'era il suo compagno Bodnar, Peter non si è risparmiato come fosse una cronosquadre ha pedalato forte con il gruppo costantemente a 20"-30". Tutto bene fino a 2 km dall'arrivo. Quando il gruppo si stava riportando sotto, Stannard è scattato cercando di arrivare da solo, Peter ha esitato qualche secondo per prendergli la ruota e quindi non ha avuto le gambe per recuperare l'inglese. Sono sicuro che se non avesse avuto quell'esitazione , dovuto anche alla mancanza di esperienza, con Stannard poteva evitare il ricongiungimento del gruppo e in volata vincere. Sagan ha solo 21 anni, sta maturando , oggi ci ha provato ed è stato un protagonista in una gara internazionale, il futuro è suo. Comunque mi è piaciuto lo spirito della Liquigas, si vedeva che oggi volevano vincere. Corridori giovani ma che non si sono lasciati sorprendere dalla frattura del gruppo, e quando è nata la fuga con i 2 atleti , in gruppo Oss, Dall'Antonia, e Marangoni si facevano sempre vedere davanti a rompere i cambi e proteggere i loro compagni.
Immensa Emma
Del ciclismo femminile se ne parla poco, solitamente viene visto con una certa sufficienza da noi appassionati, anche se il livello tecnico in alcuni casi ha raggiunto quello maschile. Oggi si correva in Italia e precisamente a Cittiglio (Va) il 13° Trofeo Alfredo Binda prima prova di Coppa del Mondo; ha vinto Emma Pooley ( Garmin Cervelo). L'inglesina è stata autrice di una vera e propria impresa, fosse stata un maschio si sarebbe andato avanti mesi a raccontare la sua gara. Emma , in una corsa di coppa del mondo, ha staccato tutte le sue avversarie a 80 km dall'arrivo, dopo la salita di Orino, e ha fatto gara a se. 80 chilometri in solitudine e un percoso non facile , la sua pedalata sempre così rotonda ed elegante le ha permesso di gestire un vantaggio che è subito salito sopra il minuto. Dietro non sono stati in grado di tenere il suo passo, ricordiamo che la Pooley è campionessa del mondo a cronometro, e si sono dovuti accontentare di correre per il secondoposto. All'arrivo la Pooley ha preceduto un'altra Emma cioè la Johanson e la Van Vleuten
Lo sprint di Boonen alla Gant- Wevelgem
La 73° Gand Wevelgem si è conclusa allo sprint con la vittoria di Tom Boonen. La corsa però è stata molto combattuta con il finale caratterizzato da una fuga di 4 corridori : Sagan, Bodnar, Chavanel, Stannard che hanno allungato a 30 km dall'arrivo. I 4 hanno a lungo hanno sognato la vittoria, dietro non c'era accordo, e il loro vantaggio è sempre stato intorno ai 20"-30".Solo negli ultimi chilometri la Bmc e Quick Step hanno forzato e il vantaggio si è ridotto. Ai -2km quando il gruppo stava per riprendere i 4 corridori, l'inglese Stannard ha tentato di staccare i compagni di fuga e rimane da solo al comando. Stannard viende ripreso a 200m quando la volata è stata lanciata. La vittoria di Boonen è stata netta, dimostrando una grande condizione in vista delle prossime classiche. Al secondo posto ( ormai sembra abbonato) Daniele Bennati, poi Farrar e Greipel.
sabato 26 marzo 2011
Per Sella una vittoria di prestigio
Si è conclusa oggi la Settimana Internazionale Coppi & Bartali con la vittoria nella classifica generale di Emanuele Sella che ha preceduto di 30" la giovane promessa del ciclismo italiano: Diego Ulissi. Il corridore vicentino dell' Androni Giocattoli ha costruito questa sua vittoria nella tappa impegnativa di Gaggio Montano dove è riuscito a staccare tutti e arrivare solo al traguardo. Oggi nella 5 e ultima tappa con arrivo a Sassuolo in una volata di gruppo ha vinto il campione italiano Giovanni Visconti che ha battuto Rodriguez e Meersman. Beffa per Luca Ascari, scattato all'ultimo chilometro, è stato ripreso negli ultimi metri.
venerdì 25 marzo 2011
Forza Mattia
Ieri sera ho visto la nuova trasmissione su rai sport 2 " radiocorsa". Una trasmissione, condotta da Francesco Pancani e Davide Cassani, che parla di ciclismo a 360°, con filmati e servizi su tutto quello che riguarda questo bellissimo sport. Mi ha colpito l'intervista a Mattia Gavazzi, figlio del mitico Piermattia ( Pierino) grandissimo velocista anni 70-80. Mattia ha seguito le orme del padre diventando professionista nel 2006 ottenendo anche diversi successi. Nel 2010 dopo quella che è stata la sua ultima vittoria a Dalmine alla Settimana Ciclistica Lombarda, fu fermato dall'antidoping per uso di cocaina, ed essendo recidivo con un precedente nel 2004 tra gli juniores., la sua carriera ha subito uno stop. Nel servizio però non si è parlato di sport ma di come Gavazzi sta cercando di risolvere questo suo "problema". Mi ha colpito la sua fragilità di fronte a questo problema comune a tanti giovani e non solo , "..ho cominciato quasi per scherzo, per provare emozioni sempre più forti, ma la cocaina mi è entrata dentro, mi ha preso in ostaggio ...: era lei a decidere cosa dovessi fare..." queste sono le sue parole. Il padre, accanto a lui con il giornalista, ha dimostrato molta dignità e tutto il suo amore . Pierino sognava per il figlio tante vittorie, una carriera come la sua ma ora "..l'unica vittoria che mi darebbe soddisfazione sarebbe quella sulla dipendenza...". Oggi ,Mattia non è più un corridore ma un ragazzo normale che ha deciso di curarsi entrando nella comunità Exodus fondata da Don Mazzi ,e al posto di uscire in bicicletta è impegnato a pelare le patate nella cucina della mensa.
Forza Mattia vai avanti con questa umiltà e coraggio e vedrai che otterrari la tua vittoria più bella.
Voglio fare anche i complimenti al giornalista che ha realizzato il servizio per il messaggio chiaro sugli effetti negativi, e la sofferenza per se e la propria famiglia che causa la dipendenza di questa droga .
Forza Mattia vai avanti con questa umiltà e coraggio e vedrai che otterrari la tua vittoria più bella.
Voglio fare anche i complimenti al giornalista che ha realizzato il servizio per il messaggio chiaro sugli effetti negativi, e la sofferenza per se e la propria famiglia che causa la dipendenza di questa droga .
lunedì 21 marzo 2011
Iniziamo a sognare la maglia rosa
A poco più di un mese dall'inizio del Giro d'Italia, domani Martedì 22 Marzo, presso il Bar Martini di Corso Venezia 15 a Milano , sarà presentata la maglia rosa 2011.
L'autore della maglia tanto ambita dai corridori è Jonny Mole.
Ovviamente il colore rosa domina sempre, ma il modello 2011 si differenza dai precedenti per alcuni particolari.
Il tricolore, per ricordare il 150 anniversario dell'unità d'Italia, spicca a rinforzare i tagli anatomici che caratterizzano il capo.
Un occhio anche alla moda con l'iserimento di alcune fettucce fucsia nella maglia, una nuance tipica anni 80 e di gran tendenza.
La nuova maglia rosa è composta da materiali ipertecnici che garantiscono grande confort e trasparibilità.
domenica 20 marzo 2011
La corsa perfetta di Goss
Ieri abbiamo assistito a un' edizione della Milano San Remo anomala dove le solite strategie di corsa, con le squadre dei velocisti che bloccano ogni tentativo di fuga, sono saltate quando il gruppo nella discesa delle Manie si frazionato in due tronconi per una caduta . La classicissima è una corsa per velocisti che lungo i 298km pone diverse trappole, e alla 102° edizione tutti i migliori velocisti sono stati tagliati fuori dalla vittoria prima dell'entrata nella città ligure, tutti tranne uno : GOSS .
Il giovane velocista delle Htc ha fatto una gara perfetta pur avendo solo 24 anni. E' stato furbo e un pò fortunato a non farsi sorprendere nel frazionamento del gruppo, ha corso senza compagni di squadra facendo attenzione a non perdere le ruote dei migliori sulla Cipressa e sul Poggio. A 3 km dall'arrivo ha capito che Cancellara stava preparando un'attacco e quindi quando lo svizzero è scattato gli è subito piombato addosso, si è preparato lo sprint tenendo una posizione favorevole già all'ultimo km, e ai 200 metri ha preso il volo.
CANCELLARA all'arrivo era piuttosto deluso, ci credeva nella vittoria, si voleva fare un regalo per i suoi 30 anni compiuti Venerdì . Fabian ha fatto di tutto e di più per vincere ma non è un velocista, si è mosso bene pedalando sempre nelle prime posizioni . Dopo la Cipressa ha fatto uscire O'Grady, costringendo gli avversari a sprecare energie per inseguire , poi quando è stato il momento di attaccare ha fatto la sua sparata, ma Goss era con lui. Cancellara si è perfino lanciato in un'improbabile volata arrivando addirittura 2° battendo atleti più veloci di lui, come disse in un'intervista qualche giorno fa "la San Remo ti deve offrire l 'occasione per vincere..." e ieri non era la sua giornata ,forse ha sbagliato a non nascondersi alla Tirreno Adriatica, tutti sapevano che era in grande condizione.
GILBERT, non credo che abbia sbagliato o fatto errori nella corsa, era marcatissimo , sul Poggio , e nel finale,quando doveva fare la differenza tutti lo curavano e così è stato annullato. Comunque 3° è un buon risultato.
SAGAN dico la verità fino a metà del Poggio era il mio favorito per la vittoria, ci avrei scommesso, poi quando Nibali ha acceso la bagarre , sono emersi i limiti del giovane slovacco.Ma era ala sua prima partecipazione, credetemi il prossimo anno sarà dura staccarlo.
GRAIPEL il tedesco era dato come uno dei favoriti, ma pur pedalando nel primo gruppo si era visto che non era in giornata ,e forse a San Remo non è neanche arrivato. E' sato però commovente vederlo davanti fino al'imbocco del Poggio a tirare con tutte le sue forze, con la testa ciodolante, per aiutare il suo compagno di squadra Gilbert e non fargli perdere troppo tempo dai 4 fuggitivi.
HUSHOVD è caduto prima di Noli ma non sembrava al top.
CAVENDISH si è fatto sorprendere con tutta Htc( tranne Goss) ma , secondo me, non era in condizione. FREIRE mi ha stupito , d'accordo è stato sfortunato a cadere, ma davanti nell'inseguimento ho visto poche maglie della Rabobank, la mia impressione è che anche lui non era ai livelli dello scorso anno.
Gli italiani ?Così così.
SCARPONI ha fatto un numero sulla Cipressa recuperando in pochi chilometri,e da solo, più di 1' rientrando sui primi quando la corsa per lui sembrava finita. C'è da dire che questa azione è stata più per lo spettacolo che altro. Onestamente davanti sulla Cipressa sono andati davvero piano, Popovych ha scollinato per primo impiegando 10'20" nella salita, con quel tempo Pantani nel 1999 era già a metà discesa, e poi rientrando si sapeva che Michele non poteva dire la sua nel finale. E' stato Scarponi a lanciare la volata, e ai 300 m finali era davanti, ma è stato un gesto dei chi sa di essere battuto .
NIBALI all'arrivo ha dichiarato " un giorno vincerò la San Remo". Ieri ha corso bene, in telecronaca si diceva che la Liquigas era davanti a lavorare per il siciliano, in realtà credo che la squadra di Amadio puntasse tutto su Sagan. Nibali ha giocato le sue carte scattando sul Poggio e poi all'ultimo chilometro, ma se ieri non è riuscito ad approfittare del marcamento su Gilbert e Cancellara, credo che in futuro non avrà migliori occasioni per vincere questa classica, lui stesso si è definito un corridore per corse a tappe.
POZZATO "l'incompiuto"è stato la delusione maggiore. Non si può dire che il veneto si sia mosso male, anzi tutt'altro, ma di certo non ha corso per vincere. Nella discesa delle Manie è stato furbo, ha capito che era un momento importante che poteva cambiare l'andamento della classicissima. Così ha messo davanti a tirare la sua squadra e con l'aiuto della Bmc ha spedito il gruppo dei velocisti a 2'. Sulla Cipressa e sul Poggio sembrava che volasse, ai 2 km quando è partito Gilbert gli ha preso per primo la ruota, e a questo punto il vuoto. Era il momento di fare qualche cosa per vincere la corsa. Pozzato , raggiunto Gilbert non ha rilanciato "...avevo le gambe vuote...", poi in volata è entrato nel rettilineo finale in ultima posizione , così ,partito lo sprint, come ai mondiali, aveva già più di 10 metri dal primo, vanificando tutto il lavoro fatto nella giornata, non poteva battere Goss ma arrivare 2° sarebbe stato per lui un ottimo risultato e alla sua portata.
BENNATI Bettini per i modiali in Austalia non lo ha convocando dicendo che non aveva mai vinto gare sopra i 250 Km e lui ci rimase male. Ieri aveva l'occasione per far ricredere il nostro ct in vista del prossimo mondiale che potrebbe essere favorevole al vlocista della leopard. Fin sul Poggio tutto bene, era uno dei pochi velocisti rimasti, la pedalata era agile, teneva bene le prime posizioni e poteva contare su una squadra prima nel ranking mondiale ( con Cancellara pronto a lavorare per lui). Poi è sparito, addio sogni di vittoria e addio forse maglia azzurra per il 2011.
Detto questo, come sempre la Milano San Remo è affascinante perchè nella facilità del percorso, stabilisce sempre chi è il più forte.
Il giovane velocista delle Htc ha fatto una gara perfetta pur avendo solo 24 anni. E' stato furbo e un pò fortunato a non farsi sorprendere nel frazionamento del gruppo, ha corso senza compagni di squadra facendo attenzione a non perdere le ruote dei migliori sulla Cipressa e sul Poggio. A 3 km dall'arrivo ha capito che Cancellara stava preparando un'attacco e quindi quando lo svizzero è scattato gli è subito piombato addosso, si è preparato lo sprint tenendo una posizione favorevole già all'ultimo km, e ai 200 metri ha preso il volo.
CANCELLARA all'arrivo era piuttosto deluso, ci credeva nella vittoria, si voleva fare un regalo per i suoi 30 anni compiuti Venerdì . Fabian ha fatto di tutto e di più per vincere ma non è un velocista, si è mosso bene pedalando sempre nelle prime posizioni . Dopo la Cipressa ha fatto uscire O'Grady, costringendo gli avversari a sprecare energie per inseguire , poi quando è stato il momento di attaccare ha fatto la sua sparata, ma Goss era con lui. Cancellara si è perfino lanciato in un'improbabile volata arrivando addirittura 2° battendo atleti più veloci di lui, come disse in un'intervista qualche giorno fa "la San Remo ti deve offrire l 'occasione per vincere..." e ieri non era la sua giornata ,forse ha sbagliato a non nascondersi alla Tirreno Adriatica, tutti sapevano che era in grande condizione.
GILBERT, non credo che abbia sbagliato o fatto errori nella corsa, era marcatissimo , sul Poggio , e nel finale,quando doveva fare la differenza tutti lo curavano e così è stato annullato. Comunque 3° è un buon risultato.
SAGAN dico la verità fino a metà del Poggio era il mio favorito per la vittoria, ci avrei scommesso, poi quando Nibali ha acceso la bagarre , sono emersi i limiti del giovane slovacco.Ma era ala sua prima partecipazione, credetemi il prossimo anno sarà dura staccarlo.
GRAIPEL il tedesco era dato come uno dei favoriti, ma pur pedalando nel primo gruppo si era visto che non era in giornata ,e forse a San Remo non è neanche arrivato. E' sato però commovente vederlo davanti fino al'imbocco del Poggio a tirare con tutte le sue forze, con la testa ciodolante, per aiutare il suo compagno di squadra Gilbert e non fargli perdere troppo tempo dai 4 fuggitivi.
HUSHOVD è caduto prima di Noli ma non sembrava al top.
CAVENDISH si è fatto sorprendere con tutta Htc( tranne Goss) ma , secondo me, non era in condizione. FREIRE mi ha stupito , d'accordo è stato sfortunato a cadere, ma davanti nell'inseguimento ho visto poche maglie della Rabobank, la mia impressione è che anche lui non era ai livelli dello scorso anno.
Gli italiani ?Così così.
SCARPONI ha fatto un numero sulla Cipressa recuperando in pochi chilometri,e da solo, più di 1' rientrando sui primi quando la corsa per lui sembrava finita. C'è da dire che questa azione è stata più per lo spettacolo che altro. Onestamente davanti sulla Cipressa sono andati davvero piano, Popovych ha scollinato per primo impiegando 10'20" nella salita, con quel tempo Pantani nel 1999 era già a metà discesa, e poi rientrando si sapeva che Michele non poteva dire la sua nel finale. E' stato Scarponi a lanciare la volata, e ai 300 m finali era davanti, ma è stato un gesto dei chi sa di essere battuto .
NIBALI all'arrivo ha dichiarato " un giorno vincerò la San Remo". Ieri ha corso bene, in telecronaca si diceva che la Liquigas era davanti a lavorare per il siciliano, in realtà credo che la squadra di Amadio puntasse tutto su Sagan. Nibali ha giocato le sue carte scattando sul Poggio e poi all'ultimo chilometro, ma se ieri non è riuscito ad approfittare del marcamento su Gilbert e Cancellara, credo che in futuro non avrà migliori occasioni per vincere questa classica, lui stesso si è definito un corridore per corse a tappe.
POZZATO "l'incompiuto"è stato la delusione maggiore. Non si può dire che il veneto si sia mosso male, anzi tutt'altro, ma di certo non ha corso per vincere. Nella discesa delle Manie è stato furbo, ha capito che era un momento importante che poteva cambiare l'andamento della classicissima. Così ha messo davanti a tirare la sua squadra e con l'aiuto della Bmc ha spedito il gruppo dei velocisti a 2'. Sulla Cipressa e sul Poggio sembrava che volasse, ai 2 km quando è partito Gilbert gli ha preso per primo la ruota, e a questo punto il vuoto. Era il momento di fare qualche cosa per vincere la corsa. Pozzato , raggiunto Gilbert non ha rilanciato "...avevo le gambe vuote...", poi in volata è entrato nel rettilineo finale in ultima posizione , così ,partito lo sprint, come ai mondiali, aveva già più di 10 metri dal primo, vanificando tutto il lavoro fatto nella giornata, non poteva battere Goss ma arrivare 2° sarebbe stato per lui un ottimo risultato e alla sua portata.
BENNATI Bettini per i modiali in Austalia non lo ha convocando dicendo che non aveva mai vinto gare sopra i 250 Km e lui ci rimase male. Ieri aveva l'occasione per far ricredere il nostro ct in vista del prossimo mondiale che potrebbe essere favorevole al vlocista della leopard. Fin sul Poggio tutto bene, era uno dei pochi velocisti rimasti, la pedalata era agile, teneva bene le prime posizioni e poteva contare su una squadra prima nel ranking mondiale ( con Cancellara pronto a lavorare per lui). Poi è sparito, addio sogni di vittoria e addio forse maglia azzurra per il 2011.
Detto questo, come sempre la Milano San Remo è affascinante perchè nella facilità del percorso, stabilisce sempre chi è il più forte.
A San Remo è nata una stella : Matthew Goss
Dicevano tutti la "Milano San Remo è una corsa che tutti possono vincere ma alla fine vince solo un campione", e oggi ha vinto un campione vero : Matthew Goss. Il corridore della Htc non si è fatto sorprendere dalla caduta che ha fratturato il grosso del gruppo a 60km dall'arrivo, ha tenuto la ruota dei migliori sulla Cipressa e sul falsopiano del Poggio, ha rintuzzato gli attacchi di Cancellara nel finale, e in volata ha vinto battendo gli avversari con una facilità imbarazzante, considerando che Goss ha appena 24 anni chi ama il ciclismo oggi ha scoperto un corridore che nei prossimi anni ci farà entusiasmare.

C'era molta attesa per la 102° San Remo e i corridori non hanno tradito le attese regalandoci una giornata di grande ciclismo.Una leggera pioggerellina negli ultimi 60 Km ha condizionato fortemente il solito equilibrio, così una caduta nella discesa delle Manie ha frazionato il gruppo e tutti i migliori velocisti : Cavendish, Farrar, Hushovd, Freire ecc sono stati costretti a inseguire. Davanti rimanevano una quarantina di atleti con Bmc e Katusha a fare l'andatura.Siamo nel vivo della corsa,sulla Cipressa il gruppo inseguitore recupera e si porta a 1' di ritardo. L'andatura non è forte ma la situazione non cambia con i due gruppi che si continuano ad inseguire. Scarponi che aveva davanti Petacchi, scatta dal secondo gruppo e da solo si riporta sui primi , approffittando anche dell'andatura regolare di quest'ultimi. Prima dell'inizio del Poggio, dal primo gruppo escono in 4 e iniziano la salita con 30" di vantaggio; è un'azione molto pericolosa perchè i corridori marcano ad uomo Gilbert e Cancellara e tutti lasciano fare. Sul Poggio dopo 1 Km è pura adrenalina. Van Avermaet stacca i compagni di fuga e rimane solo in testa. Dietro il resto del gruppo prima si guarda in faccia e rallenta pericolosamente, poi Nibali prende l'iniziativa e forza da solo. Tutti curano Gilbert e il belga per paura di perdere il treno inizia a "menare". In cima, il falsopiano ristabilisce la situazione e all'inizio della discesa Van Avermaet ha 9" su una decina di corridori con Cancellara in testa a tirare. Lo svizzero impone un'andatura molto veloce, riprende l'atleta dela Bmc e prepara il suo finale. A 3Km dall'arrivo tutti in gruppo. Parte Cancellara , Goss capisce il momento decisivo e si porta alla sua ruota. A 2 Km parte Gilbert sembra un buon scatto ma Pozzato lo blocca, poi tocca a Nibali, ma niente da fare sarà volata. 8 corridori si giocano la San Remo, 198Km fatti e tutto si decide in 300m. Nessuno lancia lo sprint finchè Scarponi più per la disperazione di chi non ha niente da perdere scatta, ma non c'è ne è per nessuno, Goss l'unico velocista che non è stato "eliminato", fa valere le sue doti di uomo veloce e ha la meglio sul resto del gruppetto, vince davanti ad un sorprendente Cancellara che ha disputato la sua migliore volata in carriera.
Ordine d'arrivo:
1 Goss Matthew (Htc), 2 Cancellara Fabian (Leopard), 3 Gilbert Philippe (Omega Pharma Lotto) , 4 Ballan Alessandro (BMC), 5 Pozzato Filippo (Katusha), 6 Scarponi Michele (Lampre Isd), 7 Offredo Yoann ( Fdj), 8 Nibali Vincenzo (Liquigas ) 8", 9 Van Avermaet( BMC) 10", 10 O'Grady Stuart (Leopard) 12".

C'era molta attesa per la 102° San Remo e i corridori non hanno tradito le attese regalandoci una giornata di grande ciclismo.Una leggera pioggerellina negli ultimi 60 Km ha condizionato fortemente il solito equilibrio, così una caduta nella discesa delle Manie ha frazionato il gruppo e tutti i migliori velocisti : Cavendish, Farrar, Hushovd, Freire ecc sono stati costretti a inseguire. Davanti rimanevano una quarantina di atleti con Bmc e Katusha a fare l'andatura.Siamo nel vivo della corsa,sulla Cipressa il gruppo inseguitore recupera e si porta a 1' di ritardo. L'andatura non è forte ma la situazione non cambia con i due gruppi che si continuano ad inseguire. Scarponi che aveva davanti Petacchi, scatta dal secondo gruppo e da solo si riporta sui primi , approffittando anche dell'andatura regolare di quest'ultimi. Prima dell'inizio del Poggio, dal primo gruppo escono in 4 e iniziano la salita con 30" di vantaggio; è un'azione molto pericolosa perchè i corridori marcano ad uomo Gilbert e Cancellara e tutti lasciano fare. Sul Poggio dopo 1 Km è pura adrenalina. Van Avermaet stacca i compagni di fuga e rimane solo in testa. Dietro il resto del gruppo prima si guarda in faccia e rallenta pericolosamente, poi Nibali prende l'iniziativa e forza da solo. Tutti curano Gilbert e il belga per paura di perdere il treno inizia a "menare". In cima, il falsopiano ristabilisce la situazione e all'inizio della discesa Van Avermaet ha 9" su una decina di corridori con Cancellara in testa a tirare. Lo svizzero impone un'andatura molto veloce, riprende l'atleta dela Bmc e prepara il suo finale. A 3Km dall'arrivo tutti in gruppo. Parte Cancellara , Goss capisce il momento decisivo e si porta alla sua ruota. A 2 Km parte Gilbert sembra un buon scatto ma Pozzato lo blocca, poi tocca a Nibali, ma niente da fare sarà volata. 8 corridori si giocano la San Remo, 198Km fatti e tutto si decide in 300m. Nessuno lancia lo sprint finchè Scarponi più per la disperazione di chi non ha niente da perdere scatta, ma non c'è ne è per nessuno, Goss l'unico velocista che non è stato "eliminato", fa valere le sue doti di uomo veloce e ha la meglio sul resto del gruppetto, vince davanti ad un sorprendente Cancellara che ha disputato la sua migliore volata in carriera.
Ordine d'arrivo:
1 Goss Matthew (Htc), 2 Cancellara Fabian (Leopard), 3 Gilbert Philippe (Omega Pharma Lotto) , 4 Ballan Alessandro (BMC), 5 Pozzato Filippo (Katusha), 6 Scarponi Michele (Lampre Isd), 7 Offredo Yoann ( Fdj), 8 Nibali Vincenzo (Liquigas ) 8", 9 Van Avermaet( BMC) 10", 10 O'Grady Stuart (Leopard) 12".
venerdì 18 marzo 2011
W la Rai ! ( sport 2 )
Da abbonato, guardando i canali Rai mi arrabbio nel vedere certe trasmissioni così mediocri, giornalisti raccomandati che vivacchiano nelle reti partecipando a trasmissioni senza mai dire niente di interessante. Ultimamente però, con il satellite, ho scoperto rai sport 1 e rai sport 2. Da sole questi canali valgono il canone dell'abbonamento. Da sportivo mi piacciono perchè sempre presenti ad avvenimenti nei cosidetti sport minori ( nuoto,pallavolo, equitazione, corsa campestre, perfino le bocce), dove a commentare si possono trovare giornalisti e opinionisti veramente validi e competenti. Tra queste trasmissioni in questi giorni sto vedendo uno speciale sulla Milano San Remo. Stasera alle 19.30 su Rai Sport 2 ci sarà la terza ed ultima puntata dove si potrà rivivere le ultime 4 edizioni ,dalla Cipressa all'arrivo, con i commenti originali. Ho potuto così gustarmi i momenti più esaltani della classicissima, e rivivere le emozioni che ho provato in quei anni. Lo scatto di Pantani sulla Cipressa nel 1999, la beffa di Tchmil ai velocisti nel 1999, la volata di Zabel nel 2000 con il bis 2001, di Cipollini nel 2002, la vittoria dopo tanti tentativi andati a vuoto di Bettini nel 2003 una vera furia scatenata, Petacchi nel 2005 e la sopresa del giovane Pozzato nel 2006 sono momenti che rimangono indelebili nelle nostra mente. Stasera le ultime edizioni quelle di Freire 2 , Cancellara, e Cavendish. Complimenti soprattutto a Savoldelli padrone di casa della trasmissione, così bravo a spiegare con parole semplici ed efficaci le strategie dei corridori.
giovedì 17 marzo 2011
La Milano-San Remo
Ancora 2 giorni e Sabato 19 Marzo ci sarà il primo grande appuntamento della stagione ciclistica 2011 : la Milano San Remo. La "classicissima", o il "mondiale di primavera" come viene chiamata, è la corsa di un giorno più conosciuta del panorama ciclistico italiano. La gara nacque nel 1907 come evento di svago per i signori della borghesia che avevano l'abitudine di trascorrere il periodo invernale al sole tiepido della riviera ligure. Nella prima edizione il vincitore fu il francese Lucien Petit-Breton su un percorso di 288 chilometri.

La corsa era caratterizzata da una prima parte pianeggiane fino a Ovada per affrontare poi le rampe del Turchino, vero spartiacque anche climatico della corsa. Dopo l'ascesa si imboccava la statale Aurelia fino al traguardo, costeggiando il mare e affrontando continui saliscendi , i cosidetti capi: i Mele, il Berta, il Cerva. La Milano San Remo è da sempre una gara veloce, per cui nelle varie edizioni si è sempre cercato di inserire nel percorso salite che potevano renderla più interessante e difficile. Nel 1960 fu introdotta la salita del Poggio posta al chilometro 288: si devia a destra dall'Aurelia quando già si è nell'abitato di San Remo, si affronta una salita di 3 chilometri che, pur leggera , è diventata il simbolo di questa corsa.

Nel 1982 fu inserita la salita di Costarainera, meglio conosciuta come Cipressa, a 25 km dal traguardo e dove nel 1999 Pantani fu autore di un grande attacco che entusiasmò tutti noi tifosi . Nel 2009 fu la volta delle Maine, la salita di Noli spaccagambe per i velocisti. I ciclisti più forti della storia hanno iscritto il loro nome nel'albo d'oro di questa corsa. Il ciclista più vincente è stato ovviamente Eddy Merckx, ben 7 volte ( '66,'67, '69,'71,'72,'75,e '76) ,subito dietro al "cannibale" si trova Girardendo con 6 vittorie, Bartali 4 , Zabel 3 , Freire 3 Coppi 3, De Vlaeminck 3. Tante sono le storie e le imprese legate a questa corsa, quello che vorrei ricordare è quello legato al ciclismo "eroico" di Fausto Coppi. Il " campionissimo" nel 1946 andò all'attacco già a Binasco e sul Turchino staccò i suoi compagni di fuga, percorrendo da solo i restanti 147Km che lo separavano dal traguardo.

Aspettiamo quindi con ansia sabato, una corsa che nella sua semplicità esprime il suo fascino. Correre la San Remo come andare a giocare al casinò, ci vule bravura , fortuna , sfrontatezza: l'attesa di un anno per questo evento , un percorso di quasi 300km per una gara di 7 ore tutto si concentra in un brivido di 10 secondi nei 200 metri finali.

La corsa era caratterizzata da una prima parte pianeggiane fino a Ovada per affrontare poi le rampe del Turchino, vero spartiacque anche climatico della corsa. Dopo l'ascesa si imboccava la statale Aurelia fino al traguardo, costeggiando il mare e affrontando continui saliscendi , i cosidetti capi: i Mele, il Berta, il Cerva. La Milano San Remo è da sempre una gara veloce, per cui nelle varie edizioni si è sempre cercato di inserire nel percorso salite che potevano renderla più interessante e difficile. Nel 1960 fu introdotta la salita del Poggio posta al chilometro 288: si devia a destra dall'Aurelia quando già si è nell'abitato di San Remo, si affronta una salita di 3 chilometri che, pur leggera , è diventata il simbolo di questa corsa.

Nel 1982 fu inserita la salita di Costarainera, meglio conosciuta come Cipressa, a 25 km dal traguardo e dove nel 1999 Pantani fu autore di un grande attacco che entusiasmò tutti noi tifosi . Nel 2009 fu la volta delle Maine, la salita di Noli spaccagambe per i velocisti. I ciclisti più forti della storia hanno iscritto il loro nome nel'albo d'oro di questa corsa. Il ciclista più vincente è stato ovviamente Eddy Merckx, ben 7 volte ( '66,'67, '69,'71,'72,'75,e '76) ,subito dietro al "cannibale" si trova Girardendo con 6 vittorie, Bartali 4 , Zabel 3 , Freire 3 Coppi 3, De Vlaeminck 3. Tante sono le storie e le imprese legate a questa corsa, quello che vorrei ricordare è quello legato al ciclismo "eroico" di Fausto Coppi. Il " campionissimo" nel 1946 andò all'attacco già a Binasco e sul Turchino staccò i suoi compagni di fuga, percorrendo da solo i restanti 147Km che lo separavano dal traguardo.

Aspettiamo quindi con ansia sabato, una corsa che nella sua semplicità esprime il suo fascino. Correre la San Remo come andare a giocare al casinò, ci vule bravura , fortuna , sfrontatezza: l'attesa di un anno per questo evento , un percorso di quasi 300km per una gara di 7 ore tutto si concentra in un brivido di 10 secondi nei 200 metri finali.
Piove! governo ladro
CHE RABBIA, quardo fuori dalla finestra e vedo brutto, il cielo è scuro e la pioggia continua incessante a cadere.Capita sempre un motivo per cui non riesco a godermi una giornata in bicicletta. Quest'anno tra vari impegni di lavoro e brutto tempo, le mie uscite sono state limitate alle brevi pause di lavoro. Sembra uno scherzo; sole nelle giornate di lavoro, e, quando arriva la domenica, brutto tempo che impedisce di allenarmi. Aspetto la primavera con ansia.... nel frattempo non mi resta che chiudermi in stanza e limitarmi a noiosissimi, forse è più indicato dire pallosi, esercizi con la spin bike.
mercoledì 16 marzo 2011
Il paese dei balocchi
Quando ero piccolo, dove abitavo c'era un negozio chiamato "il paradiso dei bambini", un negozio che vendeva giocattoli. Noi bambini all'uscita della scuola ci fermavavo tutti i giorni a vedere le vetrine e le nostre mamme facevano fatica ad allontanarci. Ieri avevo qualche ora libera ed ero in zona a Monza, per cui avendo bisogno di un paio di scarpe da biciletta nuove ho voluto passare da Bicimania .
Il negozio è molto grande , appena entrato mi è sembrato di tornare bambino ed essere nel paese dei balocchi.
Biciclette Pinarello, Specialized, Wilier, di tutti i tipi anche quelli da pista o cronometro che normalmente non si ha occasione di vedere da vicino. Come fossi in un museo ho passato in rassegna tutti i reparti del negozio : le ruote, le guarniture, l'abbigliamento, i caschi , perfino gli integratori. Ho acquistato un paio di scarpe Sidi modello Genius 66, ma l'oggetto che mi ha più incuriosito è stato il navigatore Garmin. Il commesso del negozio, molto gentilmente, mi ha fatto vedere e spiegato le caratteristiche dei modelli Garmin Edge 705, 500 e il nuovo 800. Sono strumenti molto utili perchè oltre a fornirti i tradizionali dati , ti permette di saricare sul computer la mappa del percorso fatto in bicicletta e l'altimetria. Credo proprio che nei prossimi mesi acquisterò uno di questi moderni navigatori, devo solo decidermi su quale dei tre fare la mia scelta.
Il negozio è molto grande , appena entrato mi è sembrato di tornare bambino ed essere nel paese dei balocchi.
Biciclette Pinarello, Specialized, Wilier, di tutti i tipi anche quelli da pista o cronometro che normalmente non si ha occasione di vedere da vicino. Come fossi in un museo ho passato in rassegna tutti i reparti del negozio : le ruote, le guarniture, l'abbigliamento, i caschi , perfino gli integratori. Ho acquistato un paio di scarpe Sidi modello Genius 66, ma l'oggetto che mi ha più incuriosito è stato il navigatore Garmin. Il commesso del negozio, molto gentilmente, mi ha fatto vedere e spiegato le caratteristiche dei modelli Garmin Edge 705, 500 e il nuovo 800. Sono strumenti molto utili perchè oltre a fornirti i tradizionali dati , ti permette di saricare sul computer la mappa del percorso fatto in bicicletta e l'altimetria. Credo proprio che nei prossimi mesi acquisterò uno di questi moderni navigatori, devo solo decidermi su quale dei tre fare la mia scelta.
martedì 15 marzo 2011
Cancellara; una freccia alla Tirreno Adriatica
Si è conclusa oggi la 46° edizione della Tirreno Adriatica con la vittoria nella classifica generale dell'australiano Cadel Evans davanti a Gesink e Scarponi.
E' stata un'edizione straordinaria, una qualità tra i partecipanti come mai era capitato di vedere in questi ultimi anni. A noi appassionati di questi giorni rimarranno in mente le sparate di Hushovd in maglia iridata, la doppia sfida tra gli sprinters Farrar e Haedo, il guizzo di Domenica di Gilbert, gli scatti di Cunego, le vittorie in salita di Scarponi e Evans. Giorni di grande spettacolo, partecipazione di pubblico, emozioni. A mettere la ciliegina sulla torta ci ha pensato Cancellara. Il corridore svizzero voleva lasciare il suo segno, dopo la vittoria del 2008, e oggi è stato protagonista di una prestazione eccezionale vincendo la cronometro di S. Benedetto del Tronto di 9,6Km in 10'33" alla media di 52,890 Km/h.
Adesso qualche giorno di meritato riposo e poi tutti per il primo grande appuntamento della stagione 2011: la Milano- San Remo. Con queste premesse aspettiamoci per sabato 19 Marzo ancora una grande giornata di ciclismo
E' stata un'edizione straordinaria, una qualità tra i partecipanti come mai era capitato di vedere in questi ultimi anni. A noi appassionati di questi giorni rimarranno in mente le sparate di Hushovd in maglia iridata, la doppia sfida tra gli sprinters Farrar e Haedo, il guizzo di Domenica di Gilbert, gli scatti di Cunego, le vittorie in salita di Scarponi e Evans. Giorni di grande spettacolo, partecipazione di pubblico, emozioni. A mettere la ciliegina sulla torta ci ha pensato Cancellara. Il corridore svizzero voleva lasciare il suo segno, dopo la vittoria del 2008, e oggi è stato protagonista di una prestazione eccezionale vincendo la cronometro di S. Benedetto del Tronto di 9,6Km in 10'33" alla media di 52,890 Km/h.
Adesso qualche giorno di meritato riposo e poi tutti per il primo grande appuntamento della stagione 2011: la Milano- San Remo. Con queste premesse aspettiamoci per sabato 19 Marzo ancora una grande giornata di ciclismo
UCI : togliere ai ricchi per, forse, dare ai poveri ( telespettatori )
Ci risiamo, non c'è telecronaca di corsa in cui non si fa riferimento alla polemica sull'utilizzo delle radioline. Si sono formati 2 schieramenti : chi le vuole abolire per un ciclismo più improvvisato e chi le rivendica per motivi di sicurezza. Io ho già espresso il mio parere; non capisco cosa ci sia di male a usare la tecnologia per dirigere dei PROFESSIONISTI, come se nel calcio, o qualsiasi altro sport di squadra ,si mettesse il mister in tribuna lasciando i giocatori liberi di muoversi a piacimento. La questione appare semplice invece sembra così difficile , a meno che il motivo del divieto sia un'altro. Ieri mi ha colpito un intervento di Cassani, ottimo commentatore , da subito schierato verso il divieto all'utilizzo. Erano le fasi finali della tappa e si sono verificate diverse forature a corridori , Cassani ha ricordato che ai tempi in cui lui correva si usava , per non perdere troppo tempo, far correre il capitano con vicino un gregario di "taglia" simile, in questo modo al minimo incidente quest'ultimo poteva passare la sua bicicletta senza far intervenire l'ammiraglia, alla faccia delle radioline, diceva ex ciclista . Che razza di esempio, allora le squadre si devono costruire in base alla taglia dei corridori? Mi ha sorpreso molto il ragionamento di Cassani, persona molto competente e intelligente. Così mi è venuto in mente un articolo letto di recente : non è che UCI , appoggiato dalla televisione, vuole mettere le mani sul'uso delle radioline alle squadre per gestire il loro utilizzo come crede, magari ispirandosi alla F1 e far sentire ai telespettatori cosa hanno da dirsi corridori e direttori sportivi ? Non ci sarebbe niente di male basta parlare chiaro e trovare un accordo comune.
lunedì 14 marzo 2011
Gran finale alla Tirreno-Adriatica
Avevamo grandi aspettative per questa edizione della Tirreno Adriatica , nella lista dei partecipanti c'era il meglio del ciclismo internazionale come mai era successo : Hushovd, Cancellara, Basso,Evans, Cunego Gilbert, e molti altri. Tutti venuti in Italia con voglia di impegnarsi e preparare la gamba per la Milano San Remo. Mai però avremmo immaginato di vedere 7 giorni di grande ciclismo, tappe in cui i grandi nomi si sono mossi in prima persona facendo uno spettacolo che ha esaltato noi appassionati. Oggi è stato come vedere correre un campionato del mondo, e un ex campione del mondo ha vinto : Cadel Evans. Si è corso la Ussita- Macerata 182 Km con l'arrivo posto in cima a una salita di 2,5 km. Proprio negli ultimi chilometri la corsa si è infiammata . Alla fine a vincere è Evans battendo in volata un grande Visconi ( grande combattivo in questi giorni), Scarponi, Nibali.Domani ultima tappa una cronometro di 9,3 Km a S. Benedetto del Tronto. La vittoria finale è ancora in dubbio, al comado c'è Evans con 9" su Scarponi, 12" su Basso, 15" Gensink, 21" Nibali.
Giovani Leoni

Ignazio Moser, 18 anni. Già il nome è un programma, una passione per questo sport che unisce i componenti di una numerosa famiglia. Quest'anno Ignazio figlio del più noto dei Moser , Francesco, ha esordito nella categoria dilettanti nel Team Lucchini Maniva-Ski, dopo aver già ottenuto ottimi risultati nelle categorie minori. Dopo poche gare tra "i grandi" , Moser Domenica 13 Marzo ha vinto la sua prima gara , non una corsa di paese ma la 32° Piccola Agostoni.
Il corridore trentino ha vinto, in una giornata di pioggia e freddo, ricordando suo padre, di potenza e imponendo la sua forza agli avversari. Ignazio ha prima raggiunto insieme a Polivoda un gruppetto di fuggitivi, poi insieme al russo li ha staccati andando a vincere la volata a due. Da ex tifoso di Moser (Francesco) mi auguro di tornare nuovamente a seguire un altro Moser e magari vederlo protagonista nelle edizioni future delle Parigi-Roubaix.
Diciamo la verità, da quando Diego Ulissi ha bissato il successo nel campinato del mondo per Juniores nel 2007, siamo tutti in attesa della nascita di in nuovo campione.
Tutti credono in lui, Saronni lo ha portato al professionismo nel 2010 senza chiedere niente, solo per vederlo maturare, e lui già lo stesso anno vinse una corsa, il GP Industria e commercio a Prato. Quest'anno nella Parigi-Nizza lo abbiamo spesso visto nelle prime posizione pedalare tranquillo senza però andare all'attacco.
Domenica si correva l'ultima tappa e Diego ha voluto lasciare il segno. Con un gruppetto è andato in fuga, e nel finale senza nessun timore ha attaccato. Mancavano 20Km e si stava percorrendo l'ultima salita. Ulissi è partito e ha fatto il vuoto, solo Voeckler lo ha seguito. Il toscano ha forzato l'andatura per cercare di staccare l'avversario, ma il campione di Francia gran cagnaccio ha tenuto, e insieme hanno scollinato. In discesa Voeckler ha approffittato di una distrazione di Ulissi ha preso un margine di vantaggio ed è riuscito ad arrivare solo al traguardo. Peccato in volata l'italiano se lo avrebbe mangiato. Comunque il 2° posto fa ben sperare e la stagione è appena iniziata.
Forza Ulissi, forza Moser.
domenica 13 marzo 2011
Miseria e nobiltà !
Nel ciclismo ci sono corridori di grande talento considerati campioni senza aver vinto corse importanti e corridori che nell'anonimato durante la loro carriera hanno raggiunto buoni risultati senza però ottenere considerazione. Michele Scarponi, è un corridore che ha girato diverse squadre e nonostante sia stato sempre un ottimo professionista ha faticato a trovare un posto importante per potersi giocare le sue opportunità di vittoria. Quest'anno,è finalmente in una grande squardra , e ha l'occasione giusta per puntare a grandi risultati. Ieri Michele, nella 4° tappa delle Tirreno Adriatica, ha fatto un numero strepitoso, probabilmente, se avesse un nome diverso (vedi Pozzato), saremmo ancora qua ad applaudirlo e sprecare superlativi E' chiaro che la Tirreno Adriatica era uno dei suoi obiettivi stagionali, forse gli brucia ancora il secondo posto dello scorso anno, ma il marchigiano è in condizioni eccezionali (come anche Cunego). Mi aveva già impressionato nelle tappe in salita al giro di Sardegna. Ieri purtroppo mi sono perso gli ultimi chilometri per impegni di lavoro, ma quando a 13 km dall'arrivo Visconti ha acceso la corsa, vedevo Scarponi tranquillo come se aspettasse il suo momento per esplodere. Il finale è stato degno di un campionato del mondo considerando i nomi davani. Cancellara, Hushovd, Gilbert, tutti volevano esserci per preparare la gamba per la Milano- San Remo. Sulla salita finale, con strappi da Giro delle Fiandre, Scarponi ha fatto la differenza andando a tagliare il traguardo con un buon margine di vantaggio su un grande Cunego ( quando non sente la responsabilità è davvero forte) che controllava gli avversari da dietro. Forza Scarponi!! Oggi con questa condizione puoi dare una spallata a Gensink.
sabato 12 marzo 2011
Lezione di ciclismo a Perugia
Se io fossi un direttore sportivo avrei registrato il finale della tappa di ieri della Tirreno-Adriatica , con arrivo a Perugia, per far vedere ai giovani come si corre in bicicletta.
La tappa era adatta ai velocisti, anche se il finale era piuttosto insidioso. Non c'è in questo momento una squadra così forte da controllare la corsa per cui già negli ultimi chilometri si vedevano corridori singoli portare avanti il proprio capitano. E' stata una battaglia a coppie: Hushovd- Farrar, Hondo-Petacchi, Renshaw-Cavendish tra loro facevano a spallate per tenere le prime posizioni. A 500 metri dall'arrivo c'era una curva a gomito verso destra . Ultimo chilometro è treno della Saxo Bank a fare l'andatura, si va forte ma non fortissimo, per cui ad un certo punto sulla sinistra sbuca il tandem Hushovd-Farrar, L'IRRIDATO fa una "menata" incredibile che mette tutti in fila, OSS, stranamente libero da compiti verso Guarnieri, capisce che questo è il momento cruciale della corsa e pur essendo un "cancello" in volata, è lesto a prendere la ruota dell'americano. Grazie a questa sparata dei Garmin, si entra nel rettilineo finale in fila indiana, chi si trova in 6° posizione è già tagliato fuori per la vittoria. Ai 200 metri Hushovd ha finito il compito e si sposta, parte Farrar e sembra poter vincere. Oss non è veloce e non riesce a superarlo, Petacchi è rimastro indietro come tutti gli altri velocisti. Ma a poco dalla linea d'arrivo, sulla sinistra, HAEDO sbuca come come un fulmine, supera Farrar piuttosto imballato, e va a vincere. Ragazzi imparate da certi professionisti come si corre, oltre la forza nel ciclismo serve l'astuzzia.Grande Hushovd, grande Haedo e soprattutto grandissimo Oss , un corridore non veloce che grazie al cervello si è bevuto fior di velocisti.
La tappa era adatta ai velocisti, anche se il finale era piuttosto insidioso. Non c'è in questo momento una squadra così forte da controllare la corsa per cui già negli ultimi chilometri si vedevano corridori singoli portare avanti il proprio capitano. E' stata una battaglia a coppie: Hushovd- Farrar, Hondo-Petacchi, Renshaw-Cavendish tra loro facevano a spallate per tenere le prime posizioni. A 500 metri dall'arrivo c'era una curva a gomito verso destra . Ultimo chilometro è treno della Saxo Bank a fare l'andatura, si va forte ma non fortissimo, per cui ad un certo punto sulla sinistra sbuca il tandem Hushovd-Farrar, L'IRRIDATO fa una "menata" incredibile che mette tutti in fila, OSS, stranamente libero da compiti verso Guarnieri, capisce che questo è il momento cruciale della corsa e pur essendo un "cancello" in volata, è lesto a prendere la ruota dell'americano. Grazie a questa sparata dei Garmin, si entra nel rettilineo finale in fila indiana, chi si trova in 6° posizione è già tagliato fuori per la vittoria. Ai 200 metri Hushovd ha finito il compito e si sposta, parte Farrar e sembra poter vincere. Oss non è veloce e non riesce a superarlo, Petacchi è rimastro indietro come tutti gli altri velocisti. Ma a poco dalla linea d'arrivo, sulla sinistra, HAEDO sbuca come come un fulmine, supera Farrar piuttosto imballato, e va a vincere. Ragazzi imparate da certi professionisti come si corre, oltre la forza nel ciclismo serve l'astuzzia.Grande Hushovd, grande Haedo e soprattutto grandissimo Oss , un corridore non veloce che grazie al cervello si è bevuto fior di velocisti.
venerdì 11 marzo 2011
Grande Thor
Lavorando di giorno e non potendo seguire le gare in televisone , la sera mi piace vedere le repliche su rai due sport satellite. Ieri sera ho seguito la seconda tappa della Tirreno Adriatica con la vittoria in volata dell'americano Farrar.
Grande volata del corridore della Garmin e ottimo secondo posto di Petacchi dopo un lungo periodo di problemi fisici. Mi ha colpito vedere Thor Hushovd con tanto di maglia irridata mettersi così a disposizione di Farrar. Probabilmente la squadra ieri è partita con l'obiettivo di far vincere l'americano , ma il campione del mondo ha svolto il suo compito con il massimo dell'impegno , sempre davanti a tirare negli ultimi chilometri di gara . Bisogna essere umili per mettersi al servizio di un altro corridore e rinunciare così alla vittoria. Forza Thor, spero che alle classiche del nord tu possa ottenere una risultato importante, te lo meriti.
Grande volata del corridore della Garmin e ottimo secondo posto di Petacchi dopo un lungo periodo di problemi fisici. Mi ha colpito vedere Thor Hushovd con tanto di maglia irridata mettersi così a disposizione di Farrar. Probabilmente la squadra ieri è partita con l'obiettivo di far vincere l'americano , ma il campione del mondo ha svolto il suo compito con il massimo dell'impegno , sempre davanti a tirare negli ultimi chilometri di gara . Bisogna essere umili per mettersi al servizio di un altro corridore e rinunciare così alla vittoria. Forza Thor, spero che alle classiche del nord tu possa ottenere una risultato importante, te lo meriti.
giovedì 10 marzo 2011
Ottima iniziativa
Tra le varie notizie di ciclismo di oggi, una in particolare mi ha colpito e fatto molto piacere.Si tratta di una iniziativa per una VERA lotta contro il doping. Sette squadre professioniste ( guarda caso non Pro- Tour) : Ag2r, Bretagna Schuller, Cofidis, Europcar, Fdj, Garmin e Skil si sono raggruppate in un movimento per un ciclismo credibile, il Mpcc. Insieme hanno proposto all'Uci l'istituzione di una graduatoria di penalità alle squadre in cui si verificano casi di doping. Questa notizia mi ha fatto anche pensare alla vicenda legata al caso Pellizzotti di questi giorni.

Ma allora tutti i Ds, team manager, medici sociali che ruolo hanno nella squadra se sono sempre estranei alla vicenda, fingendo sempre delusione e stupore?????
Non è che forse sono proprio loro che spingono i corridori ad usare sostanze dopanti per avere risultati importanti da mostrare a sponsor è ottenere finanziamenti? Cosa hanno da perdere certi Team Manager che non ci pensano un minuto a scaricare il corridore trovato positivo , lasciandolo senza stipendio e recitando pure la parte di chi ha subito il torto ?
Ben venga l'iniziativa del Mpcc che inizi a pagare anche chi dirige il movimento, forse questa responsabilità potrà servire a cambiare qualche cosa.

Ricordiamo, per quei pochi che non ne sono al corrente, che il corridore della Liquigas è stato squalificato per 2 anni per una vicenda ancora oggi poco chiara soprattutto senza essere stato trovato positivo all'antidoping.
Colpevole o innocente, la cosa che non trovo giusto è che tutte le volte che si verificano casi di doping , le squadre di appartenenza si estraneano dalla vicenda lasciando solo il corridore .Ma allora tutti i Ds, team manager, medici sociali che ruolo hanno nella squadra se sono sempre estranei alla vicenda, fingendo sempre delusione e stupore?????
Non è che forse sono proprio loro che spingono i corridori ad usare sostanze dopanti per avere risultati importanti da mostrare a sponsor è ottenere finanziamenti? Cosa hanno da perdere certi Team Manager che non ci pensano un minuto a scaricare il corridore trovato positivo , lasciandolo senza stipendio e recitando pure la parte di chi ha subito il torto ?
Ben venga l'iniziativa del Mpcc che inizi a pagare anche chi dirige il movimento, forse questa responsabilità potrà servire a cambiare qualche cosa.
martedì 8 marzo 2011
Ciaspolata a Oltre il Colle
Oggi con il mio amico Franco sono andato a Oltre il Colle a fare una passeggiata con le ciaspole in mezzo ai boschi.
Ogni mattina quando iniziamo una giornata usciamo di casa per affronatre la vita nella sua quotidianità, senza accorgersi però già da svegli iniziamo a pensare su cose che riteniamo importanti o ci preoccupano. Così la nostra mente non è più libera ma schiava di certe logiche che ci allontanano da noi stessi e dalla vita vera. La passeggiata con le ciaspole di stamattina è stata un distacco dalla mia quotidainità e mi ha fatto molto bene.E' difficile raccontare le emozioni che ho provato, posso solo dire di aver avuto forte la sensazione di essere vivo. E' stato un momento in cui i pensieri che mi seguono nella mente se ne sono andati , preoccupazioni, tensioni interne hanno preso un valore diverso. Sia chiaro non credo che la soluzione dei problemi di chiunque sia andare sempre con le ciaspole, o scappare da tutto e tutti e isolarsi su un cucuzzolo della montagna, dico solo che per me questa esperienza , come andare in bici, mi aiuta a ritrovare la mia interiorità, liberarmi da i pensieri negativi e affrontare la mia vita quotidiana dando la gista importanza alle cose che mi accadono.
Ritornando alla passeggiata, io e Franco siamo arrivati presto in cima al Passo di Zambla erano le 8.45 circa. La giornata non era il massimo, il cielo era coperto e faceva piuttosto freddo. Un caffè e via a noleggiare le nostre ciaspole. Per chi fosse interessato le può trovare alla partenza delle piste da fondo, c'è gabbiotto con una ragazza che per € 7 al giorno le noleggia. Partiti ,siamo entrati nel bosco e abbiamo seguito le indicazioni del percorso apposta per le ciaspole, è una stradina che collega il passo a Valpiana per un giro di 11 Km. Per nostra soddisfazione dopo qualche minuto dall'inizio della nostra passeggiata, le nuvole sono sparite e il cielo ci ha regalato una giornata meravigliosa. Il nostro giro è durato 3 ore, al termine ci siamo cambiati nel ristorante li vicino, amici di Franco, e ci siamo concessi un piatto di pizzoccheri stameritati che hanno reso questa giornata ancore più bella.Per che volesse avere maggiori informazioni potete visitare il sito http://www.fancymountain.com/ oppure http://www.oltreilcolle.com/
lunedì 7 marzo 2011
Tutto pronto per la 46° Tirreno Adriatica

Sarà un'edizione stellare la Corsa dei Due Mari 2011 con una parata di campioni alla partenza della 46° edizione.
Tra i 160 partenti divisi in 20 team ci saranno : il campione del mondo Thor Hushovd, Cavendish,Petacchi, Boonen, Freire, Freire, pozzato, Oss, Gilbert,Cancellara, Evans,Rodriguez, Cunego, Scarponi, Basso, Nibali, Gesink, Andy Schlech, e il vincitore del 2010 Stefano Garzelli.
La Tirreno Adriatica partirà Marina di Carrara Mercoledì 9 e si concluderà dopo 1.075 Km a San Benedetto del Tronto Martedì 15 Marzo. La corsa a tappe servirà da rifinitura per molti corridori in previsione della Milano-San Remo di Sabato 19 Marzo.
domenica 6 marzo 2011
Itinerari : oltre Po Pavese
Dura la vita dei ciclisti di città dove il massimo della salita che si può trovare sono dei cavalcavia. Io abito nella parte sud di Milano una zona pianeggiante , piena di traffico e dove il verde sta sparendo sempre più inghiottito dal cemento di industrie e palazzi grigi.
Quindi quando ho un po' più di tempo, libero da impegni di lavoro e di familiari , mi piace caricare la bicicletta in macchina e andare dove posso fare percorsi più divertenti. Solitamente i miei spostamenti dipendono anche dal mio stato di forma e ,all'inizio della stagione, quando la gamba non è delle migliori e ho bisogno un certo tipo di lavoro nella preparazione, mi piace andare nell'oltrepo pavese.
Il mio punto di partenza è Albaredo Arnaboldi un paese a 5 km dopo il ponte della Becca. Entrando in paese c'e un parcheggio piuttosto comodo e riservato sulla sinistra , lì mi fermo parcheggio la macchina e parto per i miei giri in bicicletta. L'oltrepo Pavese è un territorio bellissimo, essendo una zona collinare è ricco di salite e con un traffico praticamente inesistente.Solitamente ci vado solo nel periodo di Febbraio-Marzo quando la primavera inizia a farsi sentire con i profumi, l'aria tiepida, le prime fioriture nei campi. Tutto in questo posto sembra avere un ritmo diverso dai tempi delle città, mi piace osservare i contadini che già adesso iniziano a preparare i vigneti facendo piccoli lavori di manutenzione alle loro vigne.
Di percorsi se ne possono fare tantissimi dipende solo dalla voglia e dalla gamba, solitamente partendo da Albareto mi dirigo verso Broni e faccio come prima salita il Canneto, una salita regolare di 4 km che uso per esercizi di SFR o come riscaldamento. Giunti al paese in cima della collina si può girare a sinistra e scendere nella valle della Versa oppure proseguire in quota con continui saliscendi verso Castana . A Casa dei Barbieri a sinistra si va verso Ruino quindi Valle della versa, a destra seguo Bosco Chiesa e si scende nella val Scuropasso, arrivo davanti al ristorante " Savini" . Se devo darci dentro mi piace ripercorrere la strada che ho fatto in discesa in salita vi posso assicurare che il cuore facilmente arriva al limite. Al Ristorante Savini giro a sinistra verso il Pietra dei Giorgi se voglio fare un giro semplice posso fare il passo del Carmine, una salita dolce da questo lato. Per un giro impegnativo dopo qualche chilometro dal ristorante giro a destra in una stradina seguendo l'indicazione Bosco Casella che porta a Montalto Pavese. Trovate 2 chilometri veramente duri, 4 rampe di seguito con pendenze 18%. Arrivati a Montalto Pavese girando a destra è possibile ritornare nella val Scuropasso oppure attraversando il paese a sinistra c'è una stradina che si congiunge a valle con la strada che arriva da Casteggio. Finita la discesa ( a volte la ripercorro in salita per delle ripetute) tengo la sinistra, inizia un tratto di alcuni chilometri ondulato prima della salita di Canavera. La salita di Canavera è molto bella.
Conosciuta dagli appassionati perchè percorsa dai professionisti nel giro d'Italia del 1991 nella crono vinta da Chioccioli, è veramente impegnativa, soprattutto il primo tratto quando si attraversa il paese. In cima si arriva al Passo del Carmine, quì 2 possibilità: girare a sinistra tornare indietro verso la val Scuropasso o nella val della Versa, oppure, tenendo la destra, si può scendere a Casa Marchese e quindi nella Val Tidone. Di solito da questo punto torno alla macchina ,però se si è in condizione si può andare a Casa Marchese e allungare il giro andando a fare il passo del Penice oppure girando a sinistra si pedala verso Caminata, riprendere a salire verso Volpara o Genepreto e ritornare alla valle delle Versa. Insomma di salite c'e ne sono un' infinità, bisogna imparare a conoscere il territorio per divertirsi e trovare salite inedite che ti possono sorprendere. In questo periodo inoltre la zona è veramente bella, e alla fine di un buon allenamento, se avete tempo vi consiglio di provare qualche trattoria che trovate sulla strada, cibo casalingo, e un ottimo vino del luogo. Se volete avere qualche chiarimento o informazioni sarei felice di aiutarvi con la mia esperienza.
Conosciuta dagli appassionati perchè percorsa dai professionisti nel giro d'Italia del 1991 nella crono vinta da Chioccioli, è veramente impegnativa, soprattutto il primo tratto quando si attraversa il paese. In cima si arriva al Passo del Carmine, quì 2 possibilità: girare a sinistra tornare indietro verso la val Scuropasso o nella val della Versa, oppure, tenendo la destra, si può scendere a Casa Marchese e quindi nella Val Tidone. Di solito da questo punto torno alla macchina ,però se si è in condizione si può andare a Casa Marchese e allungare il giro andando a fare il passo del Penice oppure girando a sinistra si pedala verso Caminata, riprendere a salire verso Volpara o Genepreto e ritornare alla valle delle Versa. Insomma di salite c'e ne sono un' infinità, bisogna imparare a conoscere il territorio per divertirsi e trovare salite inedite che ti possono sorprendere. In questo periodo inoltre la zona è veramente bella, e alla fine di un buon allenamento, se avete tempo vi consiglio di provare qualche trattoria che trovate sulla strada, cibo casalingo, e un ottimo vino del luogo. Se volete avere qualche chiarimento o informazioni sarei felice di aiutarvi con la mia esperienza.sabato 5 marzo 2011
Gilbert domina gli avversari nella Strade bianche
Se ci fosse stato bisogno di girare uno spot sul ciclismo, la corsa di oggi sarebbe stata perfetta, perchè ha rappresentato quanto di meglio questo sport può offrire ai suoi tifosi.
Una bella giornata di sole, luoghi meravigliosi per andare in bicicletta, grande agonismo su un percorso di 190 Km con continui sali scendi, strade sterrate per rivivere le emozioni del ciclismo eroico, e sopratutto una campione vero come vincitore, oggi le Strade bianche ha rappresentato tutto ciò.
Philippe Gilbert o Filippo Gilbert visto che il suo palmares è ricco di imprese in Italia , ha vinto battendo un ex campione del mondo Alessandro Ballan e un ottimo Cunego.
Partiti dalla mitica Gaiole in Chianti la corsa è stata caratterizzata da una lunga fuga che si è esaurita a 13 km dall'arrivo.
Davanti si è formato un gruppo ristretto con i migliori ed è iniziata la corsa vera.
Dopo continui scatti Cunego negli ultimi 3 chilometri ha messo davanti 2 suoi compagni per preparare la stoccata finale, ma nel momento cruciale e spettacolare quando, con una salita del 16% si entrava nelle mure del centro di Siena, è stato Gilbert ha prendere il comando e a fare l'andatura. All'ultimo chilometro il fenomeno belga prima ha sgranato il gruppo poi è partito deciso e ha fatto il vuoto . Solo Ballan è riuscito a tenere la ruota dello scatenato corridore dell'Omega : ai 250 metri finali ha lanciato la volata affiancando Gilbert . Il vallone è stato furbo a tenere l'interno ( i due avevano visto insieme l'ultimo chilometro un giorno prima ), così nella curva che immette nella Piazza del Campo ha costretto l'italiano a frenare per non andare dritto, la corsa è finita lì, un piccolo margine di vantaggio è stato sufficiente a Gilbert per alzare le braccia al cielo già prima di tagliare il traguardo.
Oggi a vincere è stato il più forte, un campione vero, un corridore che nelle corse di un giorno sbaglia poco, ma noi italiani con Ballan e Cunego possiamo ritenerci soddisfatti.

Ballan si è giocato le sue speranze di vittoria fino alla fine e ha perso per una leggerezza nel finale, Cunego ha fatto di tutto per far sua questa corsa, e questo ci fa ben sperare in vista ,tra un pò più di un mese, delle classiche delle Ardenne.
Ordine d'arrivo:
1 Philippe Gilbert (Omega Pharma Lotto) ; 2 Alessandro Ballan ( Bmc) ; 3 Damiano Cunego ( Lampre Isd) ; 4 Kocjan ; 5 Cancellara ; 6 Viscoso ; 7 Gatto ; 8 Visconti ; 9 Van Avermaet ; 10 Vegmann
Una bella giornata di sole, luoghi meravigliosi per andare in bicicletta, grande agonismo su un percorso di 190 Km con continui sali scendi, strade sterrate per rivivere le emozioni del ciclismo eroico, e sopratutto una campione vero come vincitore, oggi le Strade bianche ha rappresentato tutto ciò.
Philippe Gilbert o Filippo Gilbert visto che il suo palmares è ricco di imprese in Italia , ha vinto battendo un ex campione del mondo Alessandro Ballan e un ottimo Cunego.
Partiti dalla mitica Gaiole in Chianti la corsa è stata caratterizzata da una lunga fuga che si è esaurita a 13 km dall'arrivo.
Davanti si è formato un gruppo ristretto con i migliori ed è iniziata la corsa vera.
Dopo continui scatti Cunego negli ultimi 3 chilometri ha messo davanti 2 suoi compagni per preparare la stoccata finale, ma nel momento cruciale e spettacolare quando, con una salita del 16% si entrava nelle mure del centro di Siena, è stato Gilbert ha prendere il comando e a fare l'andatura. All'ultimo chilometro il fenomeno belga prima ha sgranato il gruppo poi è partito deciso e ha fatto il vuoto . Solo Ballan è riuscito a tenere la ruota dello scatenato corridore dell'Omega : ai 250 metri finali ha lanciato la volata affiancando Gilbert . Il vallone è stato furbo a tenere l'interno ( i due avevano visto insieme l'ultimo chilometro un giorno prima ), così nella curva che immette nella Piazza del Campo ha costretto l'italiano a frenare per non andare dritto, la corsa è finita lì, un piccolo margine di vantaggio è stato sufficiente a Gilbert per alzare le braccia al cielo già prima di tagliare il traguardo.
Oggi a vincere è stato il più forte, un campione vero, un corridore che nelle corse di un giorno sbaglia poco, ma noi italiani con Ballan e Cunego possiamo ritenerci soddisfatti.

Ballan si è giocato le sue speranze di vittoria fino alla fine e ha perso per una leggerezza nel finale, Cunego ha fatto di tutto per far sua questa corsa, e questo ci fa ben sperare in vista ,tra un pò più di un mese, delle classiche delle Ardenne.
Ordine d'arrivo:
1 Philippe Gilbert (Omega Pharma Lotto) ; 2 Alessandro Ballan ( Bmc) ; 3 Damiano Cunego ( Lampre Isd) ; 4 Kocjan ; 5 Cancellara ; 6 Viscoso ; 7 Gatto ; 8 Visconti ; 9 Van Avermaet ; 10 Vegmann
venerdì 4 marzo 2011
Alberto, ma fammi il piacere !!!!
Come ho già scritto nei precendenti post, ho trovato molto strana la vicenda della positività di Alberto Contador nell'ultimo Tour de France, non conoscendo bene i fatti mi sono però astenuto su un giudizio di colpevolezza o innocenza.
Ricordiamo che il corridore madrileno risultò positivo in un esame antidoping alla fine di una tappa della corsa francese del 2010. Infatti nelle sue urine fu trovata una piccolissima traccia di clenbuterolo, una sostanza dopante quindi VIETATA dal regolamento.
Stranamente si aspettò 2 mesi per comunicare la notizia, mesi in cui la Wada potè fare tutti le opportune controanalisi.
Successivamente quando scoppiò il caso, si aspettò ancora dei mesi per un verdetto che potesse giudicare il corridore spagnolo, alla fine il Comite de Competiction spagnolo in base agli art. 296 e 297 assolse Contador da ogni responsabilità ascoltando la giustificazione della difesa di una contaminazione alimentare.......strano.
La vicenda per me era chiusa , tanti dubbi , ma bisognava prendere atto della decisione presa. L'altro giorno però ho letto un'intervista di Alberto su gazzetta.it che ho trovato assurda, una presa in giro a tutti noi appassionati ,con la complicità del giornalista che seguiva i suoi ragionamenti.
Contador ha parlado di questa sua esperienza raccontando la sua versione dei fatti e quello che gli è rimasto dentro.
Forse cercava di ripulirsi la coscienza con il grande pubblico facendo la parte della vittima e dire che si è arrampicato sui vetri è poco. Vi sembra possibile che un suo amico abbia comperato dei filetti di vitello in Spagna, combinazione contaminati da questa sostanza anabolizzante, li abbia portati ad Alberto ( solo lui) per fare una piccola festa ( forse una grigliata intima a due , e poi ma li ha portati in macchina nel baule con il caldo di Luglio?), e successivamente dopo aver scoperto la positività, i medici si siano accorti della contaminazione, perchè mangiare carne di vitello è stata l'unica cosa di diverso che aveva fatto nella routine di tutti i giorni. Povero Contador, dopo aver sofferto molto ( lo credo con i soldi del contratto di Riis che stava perdendo ), oggi è più chiuso, meno altruista, non si fida del lavoro dei coltivatori di bestiame che imbrogliano per guadagnare soldi ( solo loro......), ora non mangia più carne di vitello,e fortunatamente per gli altri grazie a lui regolamenti ingiusti verranno cambiati. Grazie Alberto, fosse successo ad un altro corridore , soprattutto se italiano vedi Pellizzotti, col cavolo che eri ancora qui a parlare, ti saresti beccato 2 anni di squalifica, e muto.
Come diceva Totò , con tanto di gesto del braccio " ma mi faccia il piacere.........."
Ricordiamo che il corridore madrileno risultò positivo in un esame antidoping alla fine di una tappa della corsa francese del 2010. Infatti nelle sue urine fu trovata una piccolissima traccia di clenbuterolo, una sostanza dopante quindi VIETATA dal regolamento.
Stranamente si aspettò 2 mesi per comunicare la notizia, mesi in cui la Wada potè fare tutti le opportune controanalisi.
Successivamente quando scoppiò il caso, si aspettò ancora dei mesi per un verdetto che potesse giudicare il corridore spagnolo, alla fine il Comite de Competiction spagnolo in base agli art. 296 e 297 assolse Contador da ogni responsabilità ascoltando la giustificazione della difesa di una contaminazione alimentare.......strano.
La vicenda per me era chiusa , tanti dubbi , ma bisognava prendere atto della decisione presa. L'altro giorno però ho letto un'intervista di Alberto su gazzetta.it che ho trovato assurda, una presa in giro a tutti noi appassionati ,con la complicità del giornalista che seguiva i suoi ragionamenti.
Contador ha parlado di questa sua esperienza raccontando la sua versione dei fatti e quello che gli è rimasto dentro.
Forse cercava di ripulirsi la coscienza con il grande pubblico facendo la parte della vittima e dire che si è arrampicato sui vetri è poco. Vi sembra possibile che un suo amico abbia comperato dei filetti di vitello in Spagna, combinazione contaminati da questa sostanza anabolizzante, li abbia portati ad Alberto ( solo lui) per fare una piccola festa ( forse una grigliata intima a due , e poi ma li ha portati in macchina nel baule con il caldo di Luglio?), e successivamente dopo aver scoperto la positività, i medici si siano accorti della contaminazione, perchè mangiare carne di vitello è stata l'unica cosa di diverso che aveva fatto nella routine di tutti i giorni. Povero Contador, dopo aver sofferto molto ( lo credo con i soldi del contratto di Riis che stava perdendo ), oggi è più chiuso, meno altruista, non si fida del lavoro dei coltivatori di bestiame che imbrogliano per guadagnare soldi ( solo loro......), ora non mangia più carne di vitello,e fortunatamente per gli altri grazie a lui regolamenti ingiusti verranno cambiati. Grazie Alberto, fosse successo ad un altro corridore , soprattutto se italiano vedi Pellizzotti, col cavolo che eri ancora qui a parlare, ti saresti beccato 2 anni di squalifica, e muto.
Come diceva Totò , con tanto di gesto del braccio " ma mi faccia il piacere.........."
giovedì 3 marzo 2011
Josè Serpa Perez vince il Giro del Friuli
In una giornata di freddo e nevischio, vince finalmente dopo una serie infinita di secondi posti, il "colombiano del Piemonte " Josè Serpa Perez. Dicevamo oggi è stata una giornata davvero difficile, un cattivo tempo che ha messo a dura prova la resistenza dei corridori, solo 28 ciclisti hanno tagliato la linea del traguardo. Il corridore dell'Androni ha battuto allo sprint il vincitore della Classica Sarda di Domenica scorsa Pavel Brutt.
La corsa si è decisa quasi subito , dopo soli 28 km 31 corridori, spinti dall'esperto sloveno Stingerlj, hanno preso un certo margine di vantaggio e non sono stati più ripresi.
Così i big in gara : Evans, Ballan, Basso e Sagan tagliati fuori dalla corsa non hanno fatto altro che ritirarsi.
Sulla salita finale di San Floriano non dura ma piuttosto selettiva, Serpa Perez cha cercato di scattare più volte, fino quando in prossimità del Gpm insieme al russo Brutt sono riusciti a rimanere soli e in comune accordo andare all'arrivo.
Lo sprint non ha avuto storia, oggi il colombiano era veramente il più forte e determinatissimo a vincere.
Ordine d'arrivo :
Josè Serpa Perez ( Androni giocattoli ), 187 Km in 4h47'20" media 39,090 Km/h ; 2 Pavel Brut ( team Katusha); 3 Nicki Soerensen a 5"; 4 Paterski a 8" ; 5 Spilak ; 6 Bole a 25" ; 7 Clarke : 8 Tosatto ; 9 Vila a 27" ; 10 Stangerlj a 31"
La corsa si è decisa quasi subito , dopo soli 28 km 31 corridori, spinti dall'esperto sloveno Stingerlj, hanno preso un certo margine di vantaggio e non sono stati più ripresi.
Così i big in gara : Evans, Ballan, Basso e Sagan tagliati fuori dalla corsa non hanno fatto altro che ritirarsi.
Sulla salita finale di San Floriano non dura ma piuttosto selettiva, Serpa Perez cha cercato di scattare più volte, fino quando in prossimità del Gpm insieme al russo Brutt sono riusciti a rimanere soli e in comune accordo andare all'arrivo.
Lo sprint non ha avuto storia, oggi il colombiano era veramente il più forte e determinatissimo a vincere.
Ordine d'arrivo :
Josè Serpa Perez ( Androni giocattoli ), 187 Km in 4h47'20" media 39,090 Km/h ; 2 Pavel Brut ( team Katusha); 3 Nicki Soerensen a 5"; 4 Paterski a 8" ; 5 Spilak ; 6 Bole a 25" ; 7 Clarke : 8 Tosatto ; 9 Vila a 27" ; 10 Stangerlj a 31"
mercoledì 2 marzo 2011
Strade bianche : corsa di gran fascino
Arriva Marzo e con la primavera arrivano anche i primi appuntamenti con le corse piu importanti. Si parte con la Tirreno Adriatica tra qualche giorno, la Parigi-Nizza, la Milano San Remo il cosidetto mondiale di primavera , per passare poi al piatto forte delle classiche del nord .Personalmente le corse di Marzo Aprile sono le mie preferite, sono quelle che mi appassionano maggiormente e che mi tengono incollato alla televisione ogni loro edizione. Il pavè della Parigi Roubaix, i muri del Giro delle Fiandre, con il famoso passaggio sul Grammont o Muur in fiammingo, le mitiche còtes della Liegi-Bastogne-Liegi, ogni corsa ha una sua caratteristica che la rende unica nel suo genere, e noi appassionati godiamo a vedere i corridori darsi battaglia lungo il percorso. Non vorrei essere troppo di parte , ma da alcuni anni (2007) proprio in questo periodo il 5 Marzo, si corre in Italia una corsa che è in è entrata prepotentemente nel mio cuore da ciclista più di ogni altra , si tratta delle Strade Bianche.
Per me la corsa toscana è la corsa più bella di tutto il panorama mondiale agonistico. Lo è per tanti motivi : il suo percorso con continui sali scendi, muri insidiosi, per i panorami mozzafiato del territorio sienese che ci viene invidiato da tutto il mondo, per i tratti di sterrato ( ben 60 km totali divisi in 8 settori) che fanno tornare i ciclisti di oggi ai tempi del ciclismo eroico. Insomma le Strade Bianche rappresenta quanto di meglio una corsa possa fare per emozionare gli appassionati, e mi auguto che nel corso degli anni , arricchendo il suo albo d'oro, già prezioso con nomi importanti tipo : 2007 Kolobnev, 2008 Cancellara, possa acquistare maggior attenzione a livello mondiale e diventare una classica di fama internazionale.
Aspettiamo quindi Sabato 5 Marzo per vedere in televisone questa corsa ed emozionarci godendoci una giornata speciale di ciclismo.
Per me la corsa toscana è la corsa più bella di tutto il panorama mondiale agonistico. Lo è per tanti motivi : il suo percorso con continui sali scendi, muri insidiosi, per i panorami mozzafiato del territorio sienese che ci viene invidiato da tutto il mondo, per i tratti di sterrato ( ben 60 km totali divisi in 8 settori) che fanno tornare i ciclisti di oggi ai tempi del ciclismo eroico. Insomma le Strade Bianche rappresenta quanto di meglio una corsa possa fare per emozionare gli appassionati, e mi auguto che nel corso degli anni , arricchendo il suo albo d'oro, già prezioso con nomi importanti tipo : 2007 Kolobnev, 2008 Cancellara, possa acquistare maggior attenzione a livello mondiale e diventare una classica di fama internazionale.
Aspettiamo quindi Sabato 5 Marzo per vedere in televisone questa corsa ed emozionarci godendoci una giornata speciale di ciclismo.
I miti del ciclismo : Eddy Merchx
Quante volte vi sarà capitato di assistere a discussioni su chi sia il più forte corridore di sempre : Merchx, Coppi, Binda, Girardengo, Guerra, Anquetil tanto per fare dei nomi, ognuno ha il proprio preferito e ne cita le imprese.
Se è vero che ogni epoca ha il suo campione, credo che sia difficile arrivare ad una risposta finale, anche perchè ognuno dei nomi citati ha corso in tempi diversi . Guerra, Girardengo, Binda, Bartali furono atleti fortissimi ma correvano in un ciclismo "eroico" , un ciclismo lontanissimo da quello che poi vedremo negli anni a venire., la bicicletta era un mezzo infernale, pesantissima, senza cambio che allegerisce la pedalata, le strade percorse erano sterrate e tortuose, nella borraccia come integratore liquido si metteva il vino, e il cambio ruote non esisteva. In quelle condizioni era molto difficile correre e sicuramente i vincenti erano uomini con qualità superiore alla media, l'ultimo atleta del ciclismo eroico fu Fausto Coppi, il corridore che portò il ciclismo antico a quello moderno. La società stessa agli inizi degli anni 60 cambiò, dopo la ricostruzione del dopoguerra il boom economico portò dei miglioramenti anche nello sport.
In questo ciclismo moderno credo che non ci sia nessun dubbio a indicare in Eddy Merchx come il corridore più forte di tutti. Il belga e Gimondi rappresentano per me , ormai quarantaquattrenne, i primi ricordi e personaggi che ho imparato a riconoscere di questo meraviglioso sport.
Raccontare la carriera e le vittorie di Merchx è veramente un'impresa, praticamente un elenco interminabile di trofei nelle corse più importanti. Eddy divenne professionista nel 1965 nella squadra belga Solo-Supera capitanata da un mostro sacro dello sprint Van Looy.
Merchx si presentò nella massima categoria con addosso la fama del predestinato, avendo vinto l'anno precedente, 1964, il campionato del mondo dilettanti, e al contrario di molte promesse che si perdono per stada iniziò subito a vincere a far nascere il mito.Dopo un anno di studio, nel 66 vinse la sua prima delle sette Milano-San Remo, e l'anno sucessivo il suo primo campionato del mondo (ne vincerà 3).
3 campionati del mondo, 5 Tour de France, 5 Giro d'Italia, 3 volte accoppiata Giro-Tour, 1 Vuelta , praticamente tutte le classiche in programma, corse minore compresi i circuiti, record dell'ora ( durerà più di 20 anni), più una serie di vittorie in pista. Ogni gara in cui partecipava , Merchx aveva un solo obiettivo : vincere. Per questo motivo che fu soprannominato "il cannibale", tanto che a fior di corridori tipo: Gimondi, De Vlaeminck, Godefroot, Van Looy, Ocana, Poulidor, Fuentes, Thevenet non rimaneva che correre per il secondo posto.
Un giorno al figlio Axel, discreto ciclista professionista a cavallo degli anni 2000, alla partenza di una gara, fu chiesto da un giornalista cosa provava a correre una corsa che suo padre aveva già vinto. Axel rispose sinpaticamente che era abituato perchè tutte le corse a cui partecipava suo padre l'aveva vià vinta .
Merchx fu un atleta staordinario, grandissimo gentiluomo, determinato ma rispettoso degli avversari, un corridore in attività su stada da Febbraio a Ottobre, e in inverno proseguiva in pista dove raccolse altrettanti successi nelle 6 giorni quasi tutte in coppia con un'altra leggende del ciclismo : Patrick Sercù. In coppia con Sercù ha dato vita a vere battaglie con avversari nelle americane delle 6 giorni dell'epoca. Fu proprio il titolo di campione belga nell'americana l'ultima sua vittoria nel 1978 prima del ritiro dopo 17 anni di dominio tra i professionisti.
Il solo titolo che gli è sfuggito è la medaglia olimpica arrivando 12° nel 64 a Tokyo. La medaglia olimpica fu però conquistata dal figlio Axel nel 2004 ad Atene, bronzo nella corsa vinta dal nostro Bettini.
Se è vero che ogni epoca ha il suo campione, credo che sia difficile arrivare ad una risposta finale, anche perchè ognuno dei nomi citati ha corso in tempi diversi . Guerra, Girardengo, Binda, Bartali furono atleti fortissimi ma correvano in un ciclismo "eroico" , un ciclismo lontanissimo da quello che poi vedremo negli anni a venire., la bicicletta era un mezzo infernale, pesantissima, senza cambio che allegerisce la pedalata, le strade percorse erano sterrate e tortuose, nella borraccia come integratore liquido si metteva il vino, e il cambio ruote non esisteva. In quelle condizioni era molto difficile correre e sicuramente i vincenti erano uomini con qualità superiore alla media, l'ultimo atleta del ciclismo eroico fu Fausto Coppi, il corridore che portò il ciclismo antico a quello moderno. La società stessa agli inizi degli anni 60 cambiò, dopo la ricostruzione del dopoguerra il boom economico portò dei miglioramenti anche nello sport.
In questo ciclismo moderno credo che non ci sia nessun dubbio a indicare in Eddy Merchx come il corridore più forte di tutti. Il belga e Gimondi rappresentano per me , ormai quarantaquattrenne, i primi ricordi e personaggi che ho imparato a riconoscere di questo meraviglioso sport.
Raccontare la carriera e le vittorie di Merchx è veramente un'impresa, praticamente un elenco interminabile di trofei nelle corse più importanti. Eddy divenne professionista nel 1965 nella squadra belga Solo-Supera capitanata da un mostro sacro dello sprint Van Looy.
Merchx si presentò nella massima categoria con addosso la fama del predestinato, avendo vinto l'anno precedente, 1964, il campionato del mondo dilettanti, e al contrario di molte promesse che si perdono per stada iniziò subito a vincere a far nascere il mito.Dopo un anno di studio, nel 66 vinse la sua prima delle sette Milano-San Remo, e l'anno sucessivo il suo primo campionato del mondo (ne vincerà 3).
Un giorno al figlio Axel, discreto ciclista professionista a cavallo degli anni 2000, alla partenza di una gara, fu chiesto da un giornalista cosa provava a correre una corsa che suo padre aveva già vinto. Axel rispose sinpaticamente che era abituato perchè tutte le corse a cui partecipava suo padre l'aveva vià vinta .
Merchx fu un atleta staordinario, grandissimo gentiluomo, determinato ma rispettoso degli avversari, un corridore in attività su stada da Febbraio a Ottobre, e in inverno proseguiva in pista dove raccolse altrettanti successi nelle 6 giorni quasi tutte in coppia con un'altra leggende del ciclismo : Patrick Sercù. In coppia con Sercù ha dato vita a vere battaglie con avversari nelle americane delle 6 giorni dell'epoca. Fu proprio il titolo di campione belga nell'americana l'ultima sua vittoria nel 1978 prima del ritiro dopo 17 anni di dominio tra i professionisti.
Il solo titolo che gli è sfuggito è la medaglia olimpica arrivando 12° nel 64 a Tokyo. La medaglia olimpica fu però conquistata dal figlio Axel nel 2004 ad Atene, bronzo nella corsa vinta dal nostro Bettini.
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