
La corsa era caratterizzata da una prima parte pianeggiane fino a Ovada per affrontare poi le rampe del Turchino, vero spartiacque anche climatico della corsa. Dopo l'ascesa si imboccava la statale Aurelia fino al traguardo, costeggiando il mare e affrontando continui saliscendi , i cosidetti capi: i Mele, il Berta, il Cerva. La Milano San Remo è da sempre una gara veloce, per cui nelle varie edizioni si è sempre cercato di inserire nel percorso salite che potevano renderla più interessante e difficile. Nel 1960 fu introdotta la salita del Poggio posta al chilometro 288: si devia a destra dall'Aurelia quando già si è nell'abitato di San Remo, si affronta una salita di 3 chilometri che, pur leggera , è diventata il simbolo di questa corsa.

Nel 1982 fu inserita la salita di Costarainera, meglio conosciuta come Cipressa, a 25 km dal traguardo e dove nel 1999 Pantani fu autore di un grande attacco che entusiasmò tutti noi tifosi . Nel 2009 fu la volta delle Maine, la salita di Noli spaccagambe per i velocisti. I ciclisti più forti della storia hanno iscritto il loro nome nel'albo d'oro di questa corsa. Il ciclista più vincente è stato ovviamente Eddy Merckx, ben 7 volte ( '66,'67, '69,'71,'72,'75,e '76) ,subito dietro al "cannibale" si trova Girardendo con 6 vittorie, Bartali 4 , Zabel 3 , Freire 3 Coppi 3, De Vlaeminck 3. Tante sono le storie e le imprese legate a questa corsa, quello che vorrei ricordare è quello legato al ciclismo "eroico" di Fausto Coppi. Il " campionissimo" nel 1946 andò all'attacco già a Binasco e sul Turchino staccò i suoi compagni di fuga, percorrendo da solo i restanti 147Km che lo separavano dal traguardo.

Aspettiamo quindi con ansia sabato, una corsa che nella sua semplicità esprime il suo fascino. Correre la San Remo come andare a giocare al casinò, ci vule bravura , fortuna , sfrontatezza: l'attesa di un anno per questo evento , un percorso di quasi 300km per una gara di 7 ore tutto si concentra in un brivido di 10 secondi nei 200 metri finali.

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