sabato 30 aprile 2011

Il piccolo fenomeno

....e sono 8 ! Oggi nella 7° tappa del Giro della Turchia la Tekiarova-Manavgat di 135Km  ha vinto Andrea Guardini detto "guardia", neo-professionista alla sua 8 vittoria nella categoria maggiore. E' sorprendente la crescita come corridore di questo ragazzo,  dopo solo qualche mese da professionista  negli sprint dimostra una sicurezza eccezionale. Oggi dopo aver resistito alle salite delle tappe precedenti, era ancora lì e nella volata ha fatto vedere quanto sia freddo ed esplosivo (già campione europeo nel kerin), mettendosi dietro Farrar, Petacchi ecc. Tra pochi giorni lo potremmo vedere al Giro sperando che possa iniziare a far nascere in Italia il suo mito di uomo da volata.

Androni giocattoli a tutto gas!

Nel ciclismo professionistico c'è una squadra che come l' Inter porta sulla maglia lo stemma dello scudetto italiano: Androni giocattoli. La squadra di Giovanni Savio infatti nel 2010 ha conquistato la speciale classifica a punti per i migliori piazzamenti nelle corse in programma in Italia. L'Androni è più di una squadra , direi quasi una famiglia composta da persone "normali", dove non esistono nomi famosi e la sua unità permette loro di ben figurare nelle corse. Oggi era in programma il 35° Gp Industria e artigianato, una corsa di grandi tradizioni con nomi importanti nell'albo d'oro, e a vincere è stato un corridore dell'Androni cioè Angel Vicioso. Il percorso era piuttosto impegnativo, molto nervoso con la salita di San Baronto a far la selezione. L'Androni è stata devastante, nel finale era in atto una fuga di 14 corridori ben 6 erano atleti di Savio. Nonostante tutti gli attacchi di : Robriguez, Serpa, Ohoa, Sella, Rujano il gruppo si è presentato sul rettilineo finale compatto e pronto allo sprint finale. Mazzanti ha dovuto fare uno sforzo straordinario per difendere Visconti che ai 300 metri partiva. Sembrava una beffa per l' Androni che vedeva sfumare una vittoria  strameritata, ma sulla destra di Visconti sbucava Vicoso che bruciava negli ultimi metri il campione italiano. E ora divertiamoci al Giro d'Italia dove una squadra composta da "stambecchi" con le salite in programma daranno spettacolo.

venerdì 29 aprile 2011

Non è vero ma ci credo!!!!!

Della serie strano ma vero, ultimamente sembra che nella categoria U23 avere come avversario l'austiaco Georg Preidler porti davvero sfortuna. Il corridore della Tyrol originario di Graz ( Austria) si è aggiudicato due corse piuttosto importanti ma ottenute in maniera  fortuita : il Giro delle Regioni Sabato 24 Aprile e il 50° Palio del Recioto Martedì 26. Intendiamoci, l'austriaco è uno dei giovani atleti più interessanti del movimento dilettantistico, ma il braccialetto portafortuna regalato dalla sua fidanzata sembra che lo stia aiutando parecchio. Al Giro delle Regioni nell'ultima tappa con arrivo a Gaiole in Chianti, il nostro Aru era saldamente al comando della classifica generale, la maglia era saldamente sulle sue spalle , ma a 300m dall'arrivo una caduta banale gli spezza la bici e lo costringe ad arrivare al traguardo a piedi, a 2 metri dal traguardo viene sorpassato da un ritardatario che per un calcolo dei piazzamenti gli toglie la vittoria finale a favore di Preidler. E sono uno. Martedì l'austiaco era in fuga con l'americano Warabasse nel palio del Recioto, corsa internazionale e di grande tradizione. I due scollinano insieme dall'ultima salita e si buttano verso Negrar dove era posto il traguardo. Pioveva il fondo era bagnato, l'americano in salita sembrava averne di più dell'austiaco, ma nel finale scivola lasciando solo al comando Preidler con un vantaggio rassicurante sugli altri corridori. Negli ultimi km Salvatore Puccio si lancia da solo in un grande inseguimento che lo porta vicino al corridore della Tyrol. Ultima curva: passa Preidler e quasi subito arriva Puccio, cosa succede?? Puccio scivola e addio sogni di gloria....  a Preidler il successo. Ovviamente il racconto è solo una provocazione ma effettivamente il braccialetto portafortuna sta tenendo lontano i suoi avversari.

Meglio tardi che mai !

Diciamo la verità, tutti noi siamo rimasti delusi dalle prestazioni del nostro Cunego nelle classiche dello scorso fine settimana. Questa doveva essere la stagione della verità per il campioncino veronese, che, dopo un promettente inizio anno e soprattutto dopo la grande vittoria al Giro dell'Appennino , aveva rilanciato le sue aspirazioni di successo per l' Amstel e la Liegi, i suoi principali obiettivi stagionali. Le cose invece sono andate diversamente, abbiamo assistito alle affermazioni di Gilbert mentre Cunego non è neanche riuscito a dare un segno della sua presenza in corsa. In questi giorni si sta correndo il Giro di Romandia e ieri si è svolto la terza tappa con un percorso ondulato e un arrivo in leggera salita, insomma una tappa per le caratteristiche di Damiano. La Lampre ha corso il finale per il suo capitano che negli ultimi 400 metri con la strada il leggera ascesa, ha fatto vedere il suo valore con una grande volata . Cunego  ha preceduto l'ex campine del mondo Cadel Evans di qualche secondo e Alexandre Vinokourov.

mercoledì 27 aprile 2011

Una generazione di sprinter

Diciamo la verità, per noi italiani la stagione ciclistica 2011 non è certo iniziata nei migliori dei modi. Nella prima fase della stagione, quella delle grandi classiche, ci aspettavamo soddisfazioni da Cunego ma ha deluso ottenendo solo un piazzamento alla Amstel ma senza mai entrare nel vivo della corsa. Pozzato ha fatto un buona San Remo, Gilbert ancora gli sta lanciando degli accidenti per averlo stoppato a 2 km dall'arrivo, ma alla fine in tutte le classiche è stato al di sotto degli standard , tanto che la Katusha lo ha messo quasi fuori rosa. Ballan benino ma risultati zero. Insomma c'è da piangere. C'è però una nuova generazione di corridori italiani che timidamente si sta affacciando tra i migliori. Salvatore Puccio tra gli U23 ha vinto il Giro delle Fiandre, e nel GP Liberazione considerato un campionato del mondo U23, Trentin ha vinto dominando la corsa,  3° Colbrelli. Ma è tra gli sprinter che stanno nascendo piccoli fenomeni che spero diventeranno i dominatori delle volate del futuro. Manuel Belletti 24 anni, uno che lo scorso anno si è messo dietro Cavendish, Elia Viviani 22 anni gran pistard e forte anche su strada  , Roberto Ferrari 23 anni sempre piazzato nelle volate di inizio stagione, e soprattutto Andrea Guardini 21 anni. Il ragazzo è il nostro più grande talento nelle corse veloci, tanto che Scinto ha deciso di schierarlo al Giro. Neo prof , è partito subito con 6 vittorie che sono diventate 7 Domenica con la vittoria alla prima tappa del giro della Turchia battendo velocisti navigati come Farrar e Petacchi. Quindi aspettiamo il Giro e le poche tappe veloci per tifare questi giovani che sono il futuro del ciclismo italiano.

Vince ancora lui

Manca poco alla partenza del Giro 2011, tutto è pronto, sulle riviste italiane i giornalisti parlano della sfida Nibali- Scarponi. Non capisco però perchè la presenza di Contador viene trattata con sufficienza. Forse per i dubbi sul famoso caso di doping, lo spagnolo può ancora essere squalificato, forse perchè i ciclisti italiani ( Cunego, Pozzato, Ballan ecc) hanno fortemente deluso nelle classiche di inizio stagione e il Giro può essere il grande riscatto. Domenica sulla Gazzetta ho letto un'ampio servizio dedicato a Contador, in Italia 4 giorni per provare le tappe più importanti dell'ultima settimana, quelle delle Zoncolan e del Gardeccia per intenderci. Il servizio non mi ha lasciato dubbi; lo spagnolo viene in Italia per vincere altro che per preparare il Tour, e dopo aver letto le sue considerazioni per me è  il solo favorito alla vittoria finale.

Gilbert il belga


Lo sport è  svago e divertimento ma a volte gli atleti assumono anche un valore  nella vita sociale. Questo è quello che è successo Domenica con la vittoria di Philippe Gilbert alla Liegi-Bastogne-Liegi . Il Begio è una nazione che sta vivendo una preoccupante crisi politica. Da più di un anno è senza governo e una forte divisione interna tra Valloni e Fiamminghi sta creando forti dubbi sul futuro di questa nazione. Gilbert è un vallone che però nel corso della sua carriera si è fatto amare anche da tifosi fiamminghi. Prima della Liegi, in un'intervista ha dichiarato la sua forte appartenenza al Belgio , così credo che per tutti sia stato bello vedere, anche solo per un giorno, tutti uniti a festeggiare un loro connazionale che ha portato in alto l'orgoglio della loro nazione.

Il nuovo cannibale

.... e sono tre, con la vittoria della "sua" Liegi-Bastogne-Liegi, Gilbert ha realizzato un tris ( 4 se si considera la Freccia del Bramante) storico : Amstel-Freccia-Liegi, che in passato è riuscito solo a Rebellin. Sapevamo tutti quanto il belga ci tenesse a vincere la Liegi , lui che è nato e cresciuto ai piedi della Redoute, e la facilità con cui è riuscito a imporsi inizia a far nascere il mito e a essere paragonato ad un altro belga : Eddy Merchx.
La corsa è stata controllata dai corridori della Pharma Lotto che hanno da subito imposto la loro andatura controllando una fuga composta da corridori di secondo piano tra cui il nostro Gasparrotto.Dopo la Redoute affrontata con passo regolare, si affrontava la Cote Roche aux Faucons , salita di 1,5 Km con punte del 10%. A quel punto la Leopard ha iniziato a muoversi e a metà salita i fratelli Schleck in progressione hanno tentato l'allungo. Gilbert non ha esitato un secondo a prendere la loro ruota mentre dietro nessuno dei favoriti si è mosso, così all'inseguimento dei fuggitivi si è posto un terzetto di tutto rispetto. Gli Schleck e Gilbert con il loro passo non ci hanno messo molto a recuperare tutti i fuggitivi e andare al comando della corsa. Sulla Cotes de Saint Nicholas la corsa è finita. Gilbert stretto nella morsa dei due Leopard ha voluto far capire chi era il più forte così con un'andatura pazzesca si è sbarattato di Andy e ha messo in difficoltà Franck che però teneva la ruota del belga. Essendo in grandissima condizione Gilbert in cima alla cotes a -5km poteva arrivare da solo, ma essendo anche tatticamente superiore a tutti, ha capito che gli Schleck anche se in coppia non potevano impensierirlo così ha aspettato Andy per avere maggiore collaborazione e non rischiare che un gruppetto da dietro potesse rientrare. A 2 Km ha messo Andy a tirare e Gilbert si è limitato a controllare il solo Franck giusto per non avere sorprese. La volata non ha avuto storia, troppa era la differenza di valori in campo e il belga è andato a realizzare il suo sogno di bambino di vincere la Liegi-Bastogne-Liegi.

domenica 24 aprile 2011

Liegi Bastogne Liegi

La Liegi-Bastogne-Liegi che si correrà domani chiuderà la prima parte della stagione 2011 dedicata alle grandi classiche. La Doyenne (la decana), come viene chiamata è la più antica delle classiche nel panorama ciclistico mondiale,  si corre dal 1892 su un percorso di 255km caratterizzato da una serie di cotes,( 10 in totale), salite di 1/2 km che mettono a dura prova la resistenza fisica dei corridori. La Liegi è una corsa dura e solo grandi campioni possono lasciare il loro segno nell'albo d'oro. La Cote de la Redout, Roche aux Faucons, Cote de Sant- Nicolas sono i nomi di salite in cui i campioni hanno scritto con le loro imprese la storia del ciclismo. Il corridore che si espresso meglio in questa corsa è stato, manco a dirlo, Eddy Merchx con 5 vittorie, ma anche il nostro Argentin con 4 vittorie ha lasciato un segno importante. Tante sono le storie che si possono ricordare ma il più significativo fu la vittoria di Hinault nel 1980. Fu una giornata infernale, nonostante fosse primavera inoltrata, i corridori trovarono lungo il percorso gelo e neve. Solamente 15 atleti arrivarono a Liegi con Hinault che andò in fuga a 80 km dall'arrivo.

I distacchi furono abissali, basta pensare che Kuiper arrivò 2 con 9' di ritardo dal francese. Questa corsa è sempre stata favorevole ai corridori italiani, anche se la prima vittoria arrivò nel 1966. Fu la Liegi-Bastogne-Liegi a lanciare un giovane corridore toscano che da gregario si scopri campione vincendo la Doyenne : Paolo Bettini.
Domani  il corridore da battere sarà Gilbert. Gli avversari saranno i soliti : i fratelli Schlech, Vinokourov, Rodriguez, Gesink ecc, ma il belga è in grandissima condizione e corre con la voglia di vincere sulle strade dova ha vissuto, essendo nato ai piedi della Redout,  io mi auguro che riesca  e a realizzare il tris Amstel-Freccia-Liegi.

sabato 23 aprile 2011

Che beffa per Fabio Aru

Il ciclismo è uno sport bellissimo perchè è in grado di regalarti emozioni forti. Così come puoi trovare la gioia che ti fa sentire in paradiso, puoi trovare sofferenza e delusione. Questo è capitato a Fabio Aru nell'ultima tappa del Giro delle Regioni di oggi. Si correva da Sabbiano a Gaiole in Chianti , il nostro corridore era saldamente al comando della classifica generale e doveva solamente curare la ruota dell'austiaco Georg Preidler per aggiudicarsi il titolo. A 150 metri dall'arrivo però, quando già poteva gustarsi il successo, è stato vittima di una caduta con alcuni corridori, tagliando al traguardo a piedi indietro nell'ordine d'arrivo di tappa. Il ritardo è stato neutralizzato all'ultimo chilometro , ma i piazzamenti avendo lo stesso tempo in classifica di Preidler, hanno dato all'Austria la gioia della vittoria nella classifica finale del Giro Bio.

venerdì 22 aprile 2011

Il Giro del Trentino è di Michele Scarponi


Si è concluso  il 35° Giro del Trentino con la vittoria nella classifica finale di Michele Scarponi. Oggi si è corso l'ultima tappa la Andalo-Madonna di Campiglio  con Roman Kreuzinger (Astana) che ha vinto al termine di una lunga fuga precedendo Sella e Popovych. Infatti 5 corridori : Kreuzinger,Sella,Popovych,Vicoso,Monteguti, tutti lontani in classifica, dopo 20 km hanno fatto nascere una fuga che è durata fino sotto al traguardo. A Scarponi andava bene così , i 5 portavano via gli abbuoni a Machado 2 in classifica, ma a un certo punto proprio l'accordo tra i fuggitivi ha portato Kreuziger in testa alla classifica virtuale. Il pericolo per Michele di vedere la vittoria scappare dalle mani è durato fino ai piedi della salita finale quando il gruppo ha aumentato l'andatura e ha iniziato a recurerare i 5' di svantaggio che aveva.  Negli ultimi chilometri Viscoso e Malaguti perdevano contatto e in testa rimanevano solo Kreuziger, Popovych e Sella. Ai -400 dall'arrivo parte lungo Popovych senza però riuscire a sorprendere i suoi compagni di fuga,  Kreuzinger riesce a recuperarlo e a vincere agevolmente.
Questa breve corsa tappe ha espresso in parte i valori dei corridori in vista del prossimo Giro d'Italia. Scarponi ha dimostrato che è un corridore che merita una grande squadra e se gli danno la possibilità può dar filo da torcere a chiunque. Anche  Kreuzinger ha fatto vedere il suo valore. L'anno scorso era alla Liquigas e non era riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista, così quest'anno ha avuto il coraggio di "mettersi in proprio" e nell'Astana può con una squadra tutta per lui giocarsi la possibilità di vincere una corsa importante. L'Androni giocattoli sarà sicuramente una squadra da tenere d'occhio. E' un team di scalatori, Sella fa veramente paura in salita e ha un carattere combattivo, oggi nella fuga a 5 erano in due con Vicioso che ha mollato solo negli ultimi chilometri. Una piccola delusione viene da Kloden , il tedesco arrivava in Trentino con la vittoria nei Paesi baschi , ha vinto la prima tappa una crono di 15km, poi è sparito, chissa...

Il nostro campioncino

Se nel campo dei professionisti stiamo vivendo un periodo poco gratificante per i colori azzurri, non vinciamo una classica dal 2008, tra gli U23 il 2011 è iniziato alla grande. In questi giorni si sta correndo la Coppa delle nazioni, una breve corsa a tappe con presenti tutti i migliori U23 del mondo. Dopo le prime due tappe dove si sono distinti Colbrelli e Battaglin con buoni piazzamenti, ieri nella terza è arrivata la vittoria di Salvatore Puccio, già vincitore quindici giorni fa del Giro delle Fiandre, e la conquista della maglia di leader della classifica provvisoria per Fabio Aru. La vittoria di Puccio è stata esaltante. Si correva la Lucca-Montecatini 140 km , considerata la tappa più dura e impegnativa della manifestazione. L'atleta del Team Hopplà sulla salita delle Piastre si è riportato da solo su un gruppetto di 5 corridori che pedalavano con 20" di vantaggio, ha scollinato con loro e in discesa li ha staccati andando a compiere una cavalcata solitaria di 30km. A Montecatini, Puccio è stato accolto da un'ovazione del pubblico precedendo di 17" il belga Welles, Gebremaryam Grmay, Preidler, e il nostro Aru che appunto ha indossato la maglia rossa di leader della  classifica generale.

Elenco iscitti Giro d'Italia

E' stato reso noto ieri l'elenco iscitti ufficiale del 94° Giro d'Italia che si svolgerà dal 7 al 29 Maggio .
Il grande assente, ma già lo si sapeva è Ivan Basso. Il corridore varesino, vincitore della scorsa edizione, non essendo al top della condizione ha preferito rinunciare per non compromettere la sua preparazione in vista del suo grande obiettivo stagionale : il Tour de France.
Ci saranno invece molti nomi noti del ciclismo mondiale come : Alberto Contador (181) vincitore nel 2008 e grande favorito nella vittoria finale. Michele Scarponi ( 91) e il suo compagno di squadra Alessandro Petacchi (92) a battagliare con Cavendish ( 71)  Bennati ( 101) e Farrar ( 201) nelle volate di gruppo. Vincenzo Nibali (111) con Capecchi ( 113) come possibile sorpresa. La Geox di Menchov (61) vincitore nel 2009 , Sastre ( 162) e Duarte (64). Kreuziger , Ballan (31) e Pozzovivo (41). La Katusha di J. Robriguez ( 82) con Pozzato( 81 ) e Di Luca ( 83 ) per le vittorie di tappa. Ci sarà poi l'Androni giocattoni senza grandi nomi ma con 4 corridori : Serpa (21), Emanuele Sella( 22), Rujano ( 23), Rodriguez ( 28) che quando la strada sale fanno paura. Come ultima curiosità notiamo che il numero 1 sarà di Garzelli alla sua ultima partecipazione alla corsa rosa, e il 150 sulla maglia del campione italiano Giovanni Visconti

mercoledì 20 aprile 2011

Ancora tutti dietro a Gilbert

....e sono due! Nella settimana Santa prosegue il momento di grazia di Philippe Gilbert che oggi, dopo aver vinto la Amstel Golg Race Domenica, ha trionfato alla 75° Freccia Vallone. A dire il vero oggi doveva essere una giornata di allenamento per il belga, che per i primi 100 km ha pedalato nelle ultime posizioni del gruppo. Poi ha iniziato a fare sul serio aiutato da i suoi compagni che lo hanno tenuto coperto tra i primi. Fino ai piedi del muro finale,  gremito di gente come mai era capitato di vedere, non è successo niente di particolare, così la corsa si è decisa lungo i 1300 m della salita di Huy dove la strada raggiunge pendenze del 26%. Nessuno si è mosso per paura di bruciarsi, così Gilbert nel punto più impegnativo ai -300m,  ha sorpreso tutti con il suo scatto, andando così a vincere precedendo J. Rodriguez e S. Sanchez.
Domenica si svolgerà la Liegi-Bastogne-Liegi ultima prova delle classiche del nord, non è un mistero che Gilbert ha come obiettivo la vittoria in questa corsa, lui che è nato ai piedi della Redout simbolo della "Doyenne", con una condizione del genere aspettiamoci di assistere a un'altra impresa del fenomeno della Lotto.

martedì 19 aprile 2011

Beffa per Malori : oggi vince Kloden

E' partito oggi , con una cronometro individuale di 13,4 Km da Riva del Garda ad Arco, il Giro del Trentino. Ha vinto uno dei favoriti anche in vista della vittoria finale : Andrea Kloden che ha preceduto di un soffio,  81 centesimi, Adriano Malori. Il giovane corridore della Lampre è stato protagonista di un gran finale di corsa recuperando preziosi secondi anche se alla fine non è riuscito a salire sul gradino più alto del podio. Domani è prevista la seconda tappa, la Dro- Ledro Bezzecca, 184 Km con tre salite. Tappa impegnativa che sicuramente svelerà le condizioni fisiche dei futuri protagonisti dell'imminente Giro d'Italia 2011.

Addio Pietro

Mi unisco al dolore della famiglia Ferrero per la prematura perdita del loro Pietro. La notizia della sua morte mi ha colpito molto. Marito, padre di tre piccoli bambini,  una persona che era alla guida di un'azienda che è motivo di orgoglio per noi italiani. Una vita vissuta con umiltà che lo ha visto occupare oltre la poltrona di amministratore delegato nell'azienda di famiglia, anche incarichi importanti in Mediobanca, Italcementi ed Rcs, insomma una persona di successo che mai lo si è visto presente in giornali scandalistici, o protagonista di pettegolezzi. Noi ciclisti abbiamo perso un amico, un grande ambasciatore del nostro sport. Pietro nel poco tempo libero, invece di rilassarsi in escusivi club di golf o tennis , preferiva pedalare sulla strada confondendosi con la gente conune, trovando fatica, sudore, sacrifici. Per me è stato una figura di riferimento da ammirare e un pò invidiare. Pur non avendolo mai conosciuto, ho un amico che lavora da anni nella sua azienda e mi aggiornava ogni tanto sulle sue uscite. Mi piace ricordarlo con un episodio che mi è stato raccontato: poco prima di una riunione importantedel consiglio d'amministrazione , lui che atterra con il suo elicottero alla Ferrero di ritorno da un'uscita in bicicletta . Chi non può ammirare un uomo così?

lunedì 18 aprile 2011

Grande Gilbert! e poi il nulla....

Ben poche volte mi è capitato di vedere una corsa in cui ci sia un dominio totale di un solo corridore. Philippe Gilbert, non lo scopriamo certo oggi, è un corridore forte( mercoledì ha dominato anche la Freccia del Bramante), intelligente ed è affiancato da una grande squadra. La vittoria del belga è stata addirittura imbarazzante per la facilità ottenuta , essendo in gran forma è riuscito anche a controllare quei pochi corridori che hanno cercato di attaccarlo, lasciandoli fare ma tenendoli sempre  portata di tiro.Personalmente la sua vittoria mi fa molto piacere, è un numero uno che corre per vincere dando spettacolo. Lo avevamo visto all'attacco nel finale della Milano San Remo e poi sul Bosberg a 10 km dall'arrivo nel giro delle Fiandre. Oggi ha raccolto il frutto della sua qualità di corridore.
Ad Andy Schleck per poco non riusciva il colpaccio. Lui che non era certo l'uomo di punta della Leopard per questa gara, è partido da solo a 10km dall'arrivo e ha tenuto un vantaggio risicato fino a  700m dal traguardo. Certo Gilbert con lui ha giocato come il gatto con il topo, ma sarebbe bastato qualche incertezza per poter far trionfare Andy.
Un altro corridore che almeno ha tentato di vincere l'Amstel è stato Joaquin Robriguez. Lo spagnolo è scattato sul Keutenberg una salita con punte di20%, forse ha voluto provare la gamba per la Freccia vallone di mercoledì, poi ha lanciato la volata a 400m.. La grande delusione di oggi è la Rabobank. Erano in 4 nel finale e non si sono mossi, certo aver in squadra Freire di permette di stare in attesa , ma vedere Oscarito sul Cauberg fa pensare che lo spagnolo non aveva una gran gamba. Gilbert con Gesink si è arrabbiato molto, lo si è visto agitare la mano indicando 4, probabilmente si stava lamentando vedendo i corridori della rabobank indifferenti all'attacco di Schleck. Oggi per gli italiani è stata una corsa veramente deludente. Cunego dato in gran forma, lo si è visto davanti fino a 20 km dall'arrivo, poi quando è iniziata la selezione, ha iniziato ad arrancare nelle ultime posizioni del gruppo di testa per sparire in seguito. Leopard salva l'onore con l'ottima prova del giovane Schleck, ma in realtà oggi per chi doveva vincere : Cancellara e Franck è stato un disastro.

domenica 17 aprile 2011

Trionfo di Gilbert all' Amstel Gold Race

Lo avevano indicato tutti come il favorito numero uno per la vittoria e così è stato, oggi Philippe Gilbert ha bissato il successo del 2010 vincendo la 46° Amstel Gold Race. Vista la corsa la parola vittoria sembra piuttosto riduttiva,in realtà il belga ha dominato gli avversari precedendo sul Cauberg lo spagnolo Joaquin Rodriguez e Simon Gerrans. La corsa è stata caratterizzata da una lunga fuga di 4 corridori tra cui l'italiano Pierpaolo De Negri. Il gruppo, dopo l'esperienza della Parigi Roubaix ha tenuto i fuggitivi sotto controllo andando ad annullare lo svantaggio prima delle còtes finali dove è scoppiata la bagarre. A 20 km dall'arrivo con  ancora 5 còtes da superare sono iniziati gli scatti che hanno frazionato il gruppo lasciando al comando una 20 corricori, tra cui il nostro Cunego che però iniziava ad arrancare. Sull'ultima salita il Keutenberg scatta prima Rodriguez e successivamente quando lo spagnolo viene ripreso, scatta Andy Schleck. Il lussenburghese viene lasciato andare, ma Gilbert dimostra tutta la sua forza e intelligenza, tenendo il corridore della Leopard a 6"-8". Gilbert era considerato il gran favorito, così nel gruppetto che insegue spetta al belga il peso dell'inseguimento. A 4 km Gilbert si mette davanti a fare l'andatura e si prepara per il finale. Il finale, la salita del Cauberg, è una rampa che sembra fatta apposta per le caratteristiche di Philippe, così quando a 700m Schleck viene ripreso, già lo si vede in posizione ideale per spiccare il volo. A 300m Rodriguez tenta il colpaccio, ma a ruota ha Gilbert che in un attimo lo affianca e lo salta facilmente, tanto che a 100m gia festeggia.
Ordine d'arrivo :
1 Philippe Gilbert ( Omega Pharma Lotto) Km 260,4 in 6h30'44" media 39,986; 2 Joaquin Rodriguez ( Katusha) a 2"; 3 Simon Gerrans ( Sky) a 4"; 4 Fuglsang a 5"; 5 Kolobnev; 6 Freire; 7 Leukemans ; 8 Hermans a 18"; 9 gesink a 19"; 10 Martens a 26"

venerdì 15 aprile 2011

Due giorni all' Amstel Gold Race 2011

Domenica 17 Aprile si correrà la 46° Amstel Gold Race, una classica che si svolge in Olanda ,e una della corse più recenti entrata nell'olimpo Pro Tour, dopo che la prima edizione si svolse nel 1966.
La corsa prende il nome da una nota casa produttrice di birra dei Paesi Bassi che la sponsorizza fin dalla sua nascita.Il percorso è una serie infinita di strappi corti ma durissimi. Nel corso delle varie edizioni il percorso ha subito dei cambiamenti, la prima edizione partiva da Amsterdam per concludersi  dopo 280 Km a Maastricht, dove in seguito sarebbe diventata la località di partenza. Nel 2003 il percorso è stato ulteriormente modificato per rendere più spettacolare la corsa. La sede di partenza è stata fissata a  Maastricht e l'arrivo a Valkenburg posto alla fine del Cauberg, un colle di circa 1, 5 km con pendenze del 12%. La prima edizione della corsa olandese fu vinta dal francese Jean Stablinski, ma il vero eroe nella storia di questa classica è il corridore di casa Jan Rass, che per 5 volte di cui 4 consecutive ha trionfato su queste strad, al ex campione del mondo gli organizzatori della corsa hanno dedicato una stele celebrativa posta sul Cauberg. Per Domenica è prevista una corsa aperta con diversi favoriti ( al contrario di Parigi-Roubaix e Giro delle Fiandre), anche se tutti fanno il nome di Philippe Gilbert fresco vincitore della Freccia del Bramante. Il corridore belga dovrà affrontare avversari agguerriti come : Cunego , Cancellara, Vinokorov già a segno nei paesi Baschi, Gesink, Joaquin Robriguez, Kolobnev, e Samuel Sancez.

giovedì 14 aprile 2011

Il moralizzatore

Avrà detto parole condivisibili per molti, ma la conferenza stampa di Gianni Petrucci di ieri,  mi ha turbato parecchio. Il presidente del Coni ha preso una posizione piuttosto dura nella lotta contro il doping ,usando anche parole forti. "Basta, questo ciclismo non è più credibile...." "....abbiamo chiesto un'azione forte, serve un atto dirompente. Io sono fortemente preoccupato e deve essere il ciclismo stesso a fare atti concreti, a dire basta. Il presidente Di Rocco deve dire la dovete smettere perchè non vi crede nessuno...." . Bene , bravo, così il "capo" di tutte le federazioni ha voluto far capite chi comanda e che non è pagato per niente. Sarà  il periodo politico che viviamo, ma mi fa pesantemente incaz...re chi si vuole fare il moralista dispensando giudizi a chiunque. Ho già detto più volte: il doping è una piaga enorme nel nostro sport, ma  almeno se ne parla. In questi giorni siamo tutti con il fiato sospeso per quello che POTREBBE accadere con l'indagine della procura di Mantova, (nel discorso, Petrucci, si riferiva forse a questo), ma comunque il processo deve ancora farsi, non si può emettere una sentenza di colpevolezza prima ancora che un giudice si pronunci.  Il presidente della federciclismo Renato Di Rocco, molto imbarazzato dalle accuse del presidente del Coni, si è difeso dicendo "...in questi anni abbiamo fatto tanto, mi dispiace che Petrucci non l'abbia notato". In effetti ,se ci voltiamo indietro al 1998 con lo scandalo Festina, nessuno può negare che si è lavorato verso un ciclismo pulito, certo i furbi ci sono sempre, soprattutto chi ha legami economici con persone intoccabili, ma la direzione è quella giusta. Il ciclismo è l'unico sport che ha avuto il coraggio di parlare del  suo lato più oscuro ( in ogni sport esiste), e lo ha fatto con scelte coraggiose, ricordiamo l'esempio più eclatante: Pantani fermato nel 1999 a Madonna di Campiglio con 100.000 persone ( non paganti) che lo aspettavano da giorni , sulle rampe del Mortirolo. E che dire di Basso, squalificato e senza stipendio per due anni, senza essere mai stato trovato positivo al doping, ma solo coinvolto in uno scandalo,  con protagonista un medico spagnolo (Fuentes) che faceva diventare super: ciclisti ( qualcuno ha pagato), calciatori, tennisti, ecc( nessuno è stato nominato). Per concludere, mi permetto di dire al Dott. Petrucci : "sono d'accordo con Lei e con le Sue preoccupazioni ,ma stia tranquillo noi stiamo facendo già tanto, vada invece a mettere il naso in altri sport ,dove nessuno ha il coraggio di esporsi, dove si trovano enormi interessi economici, politici e sociali. E se poi esce qualche notizia di corridore dopato, sono contento perchè significa che non ci si nasconde e che chi sbaglia paga ( quasi sempre...)."

lunedì 11 aprile 2011

Nubi nere all'orizzonte

La notizia è di Venerdì ma essendo il week-end della Parigi-Roubaix ho ritenuto opportuno non commentarlo, per non guastare l'evento così atteso da noi appassionati ,con i soliti discorsi di doping . Venerdì scorso la procura di Mantova ha chiuso le indagini sull'inchiesta di doping nel ciclismo iniziato alla fine del 2008. Adesso si attenderà il rinvio a giudizio per 30 persone tra: atleti, dirigenti e medici. Tra gli accusati nomi eccellenti come : Alessandro Ballan ( già fermato mesi fa dalla Bmc in attesa di chiarimenti), Micheal Rasmussen, Marzio Bruseghin, Damiano Cunego, Santambrogio, Pietropolli  ecc. Accusato invece di aver procurato le sostanze per gli atleti è il team menager della Lampre Beppe Saronni. Speriamo bene.....  soprattutto speriamo che si faccia chiarezza sui fatti senza  usare  i soliti compromessi,  chi ha sbagliato paghi e non gli venga data la possibilità di  riciclarsi  e ritornare nel'ambiente per fare del male al nostro amato sport.

Tutti contro uno

Che la Garmin ci tenesse alle classiche del nord lo si era capito quando in ammiraglia hanno messo Peter Van Petegem,e oggi hanno ottenuto il risultato sperato ma con un uomo che non doveva vincere ma aiutare a vincere : Johan Vansummeren. Fisico adatto ad affrontare i tratti di pavè della corsa, il belga pur aver disputato ottime Roubaix in passato non è certo un corridore che può vantare risultati prestigiosi, e oggi ha fatto la corsa della vita. Ha sfruttato l'occasione che gli è capitata trovandosi al comando con altri corridori mandati in avanscoperta dai capitani delle squadre, e nel mitico tratto del Carrefour de l'Arbre si è giocato le sue carte ottenendo una vittoria che vale una carriera. All'arrivo Cancellara era piuttosto deluso, ha dichiarato che il prossimo anno guarderà la corsa in televisione con la famiglia, diciamo la verità per chi va in bicicletta non c'è niente che fa più inc.....re di quando sei davanti a tirare e ti si mette dietro qualcuno che non ti da un cambio, e oggi a Cancellara nessuno ha mai dato un cambio. Anche se non sono un suo tifoso devo dire che sono molto dispiaciuto nel vedere lo svizzero dominare le corse e doversi "accontentare" del podio, però una tiratina di orecchie a che ha cortruito la Leopard bisognerebbe darla. Daccordo il tour de France è un obiettivo importante e i fratelli Schleck potranno contare su degli ottimi corridori, ma lasciare Cancellara solo con O' Grady per le classiche del nord è stato sicuramente un errore su cui riflettere.
Non ho capito bene il comportamento di Hushovd . Il norvegese ci teneva a vincere questa corsa, si è messo a ruota di Cancellara senza però mai dargli un cambio ( aveva davanti Vansummeren), perchè però mettere un compagno di squadra a tirare quando il corridore della Leopard si è rialzato, era forse combattuto se fidarsi o meno di Vansummeren?.
Ballan credo che abbia dato il massimo, anche lui nel momento cruciale non ha collaborato con Cancellara, aveva anche lui davanti un compagno di squadra, ma onestamente Quinziato non offriva le garanzie , quindi Alessandro ha sbagliato. Alla fine 6 è stato un buon risultato . Tom Boonen ha vinto il premio Sfiga 2011. Ha avuto un problema meccanico nella foresta d'Arembreg dove ha perso 2 ' per aspettare la sua ammiraglia( non capisco perchè ha rifiutato la bicicletta offerta da un suo compagno di squadra). E' riuscito a rientrare in gruppo ma è caduto subito dopo; corsa finita.

Vittoria a sorpresa di Van Summeren

Dal polverone del pavè spunta una maglia della Garmin che non ti aspetti è quella del belga Johan Van Summeren. Corsa stana questa edizione della Parigi- Roubaix,con diverse cadute e incidenti ai corridori , tra le vittime  Tom Boonen. Dopo la foresta di Arembreg a 83 km dall'arrivo , il punto stategico della gara, è partita la fuga che ha caratterizzato la corsa con una quindicina di corridori tutti di seconda fascia, mossi dai "nomi grossi" per stanare Cancellara. In realtà l'andatura dei fuggitivi non è mai stata folle , ma il vantaggio è sempre stato rassicurante perchè dietro gli inseguitori avanzavano a fase alterne, tutti  curavano Cancellara quindi quando era davanti lui si pedalava, quando lui si rialzava ci si fermava. La svolta della corsa è stata a 30 km dall'arrivo, quando all'inseguimento dei fuggitivi, che nel frattempo si riducevano, si erano messi Cancellara, Hushovd e Ballan, che in breve si portavano a 20" dai primi. Quì lo svizzero della Leopard ha cercato collaborazione senza però trovarla, quindi si è rialzato perdendo così ogni speranza di vittoria. Al Carrefour de L'Arbre l'attacco deciso di Van Summeren che si invola verso il traguardo da solo.
Ordine d'arrvivo :
1 Johan Van Summeren ( Team Garmin- Cervèlo) km 258 in 6h07'28" media 42,100 Km/h
2 Fabian Cancellara a 19"
3 Maarten Tjallingii
4 Grègory Rast
5 Lars Ytting Bak
6 Alessandro Ballan 36"

sabato 9 aprile 2011

La Parigi-Roubaix


Si corre domani quella che per tutti è la classica più importante nel panorama ciclistico internazionale: la Parigi-Roubaix. Sopranominata "l'inferno del nord" è una corsa che ha il sapore eroico del ciclismo antico, con un percorso che alterna tratti di strada asfaltata a tratti di stradine di campagna dal fondo in pavè, in passato usate eslcusivamente da macchine agricole.
Domani sarà la 109 edizione, 258km con 27 tratti in pavè per un totale di 51,5km i più famosi sono: Troueè d'Aremberg 2,4km dopo 172km di corsa ( è per tutti il momento della verità della corsa, chi vuole vincere deve essere davanti), Mons-en-Pévèle 3km, Chanphin-en-Pèvéle 1,8km, Carrefour de l'Arbre 2,1km ( il punto dove spesso si decide la corsa). La prima corsa della Parigi-Roubaix si svolse nel 1896,  da un'idea di Theodor Vienne e Maurice Perez che dopo aver costruito un velodromo in cemento a Roubaix organizzarono una corsa che partiva da Parigi per arrivare nella città belga, e fu vinta da Fischer. Da segnalare la vittoria di Charles Crupelandt nel 1912 e 1914 , corridore originario di Roubaix a cui è stato dedicato l'ultimo tratto in pavè della corsa,  un biliardo  confronto ad altri.
Per vincere la Roubaix ci vuole forza, tecnica di guida, coraggio e anche un pò di fortuna, il corridore che meglio si è distinto in questa corsa è stato Roger De Vlaeminck soprannominato "monsier Roubaix" con 4 vittorie. Tutti i più grandi corridori hanno scritto il loro nome nell'albo d'oro : il nostro Moser ( 3 vittorie di fila), Coppi, Lousion Bobet, Van Looy, Gimondi, ovviamente Merchx, Hinault ( dopo averla vinta dichiarò "mai più alla Roubaix......"), Ballerini, Musseuw, per finire Boonen e Cancellara.
Lo svizzero domani sarà l'uomo da battere, è in grande condizione e le sue progressioni su questo percorso fanno paura. Boonen, Hushovd e il nostro Ballan saranno pronti a rendere la vita dura al corridore della Leopard, fortunatamente il meteo prevede una giornata di bel tempo e caldo che renderà un pò più facile questa gara.

Savoldelli : bravo,bravo,bravo!

Voglio fare tanti complimenti a Paolo Savoldelli. Dopo una brillante carriera da professionista, nella quale si è distinto per  le sue vittorie ( due Giri d'Italia),  e per essere  stato un corridore intelligente  frutto di un ciclismo pulito fatto di passione e sacrificio, lo abbiamo rivisto nell'ambiente  nella veste di  commentatore televisivo. Entrato in punta di piedi come è nel suo stile, si è presto ritagliato uno spazio importante grazie alla sua semplicità , la pacatezza e la competenza dei suoi giudizi sempre molto concreti e mai banali. In questi giorni lo sto seguendo su Rai Sport 2 di sera  con le repliche del Giro dei Paesi Baschi .Ieri ha dimostrato tutta la la sua competenza. Si correva la 5 tappa la Eibar a Zalle 177Km. Tappa combattuta ma all'arrivo si presentavano un cinquantina di corridori per una volata di gruppo. Vince Oscar Freire con uno sprint molto confuso; tutti a festeggiare Oscatito ma rivedendo la volata Savoldelli, ha notato una spinta  di Luis al suo capitano dopo averlo stretto involontariamente verso le transenne. Il gesto non è stato decisivo per la vittoria di Freire, ma comunque da regolamento è proibito. Mentre Andrea De Luca commentava il successo dello spagnolo, Savoldelli ha avanzato dei dubbi sulla regolarità della vittoria, infatti dopo un' attenta visione del filmato, a trasmissione terminata, i giudici hanno squalificato Freire e assegnato la vittoria a Francesco Gavazzi. Bravo Paolo .

mercoledì 6 aprile 2011

Miti del ciclismo : Bernard Hinault

Con 216 corse vinte in carriera Bernard Hinault, soprannominato le blaireau (il tasso), è stato uno dei corridori più importanti del ciclismo moderno. Se Eddy Merchx   correva con la stessa determinazione e voglia di vincere in qualsiasi corsa partecipasse , Hinault  è stato un grande  calcolatore, il primo a usare la parola "programmazione" nel ciclismo , scegliendo a tavolino i suoi obiettivi  a inizio stagione concentrando poi tutto se stesso  solo su questi.

Hinault è stato un corridore eccezionale e di grande intelligenza nella strategia di gara, ottimo cronoman, forte scalatore, addirittura veloce allo sprint.
Tra i suoi successi ci sono diverse corse in linea tra cui classiche come la Liegi-Bastogne-Liegi 2 volte, Parigi-Roubaix interrompendo il dominio di Moser, Amstel Gold Race,giro di Lombardia, un mondiale, ma dove costruì la sua fantastica carriera furono le corse a tappe: 5 Tour de France, 3 Giro d'Italia, 2 Vuelta di Spagna, uno dei pochi ad aver vinto le tre corse a tappe e l'unico ad averle vinte più di una volta. La carriera professionista di Hinault  durò 13 anni , dopo essere stato una grande promessa da dilettante arrivò alla massima categoria nel 75' e dopo solo qualche mese vinse la prima gara. Il '78 fu per lui l'anno della svolta, entrato nella squadra della Renault Gitane guidata da Cyrille Guimar dopo aver vinto l'anno precedente la Grand-Wevelgem e la sua prima Liegi-Bastogne-Liegi, vinse al primo tentativo la Vuelta di Spagna e il Tour de France. Nel '79 con la maglia di campione di Francia si aggiudicò la Freccia Vallone , il suo 2 Tour de France ,e giro di Lombardia. Il 1980 fu la  sua consacrazione di campione . Vinse una Liegi-Bastogne -Liegi in mezzo alla bufera, Kuiper giunse 2° a quasi 10 minuti. A Maggio,venne in Italia per correre il Giro.  Hinault  pur avendo già vinto tanto, era giudicato dai giornalisti  italiani dell'epoca con un pò di sufficienza, ritenendolo forse un pò sopravalutato. Quell'anno vinse la corsa italiana in maniera netta, strapazzando gli avversari: Moser, Saronni ecc. Un mese dopo però ebbe una grande delusione al Tour ritirandosi per problemi ai tendini quando era al

comando, con la famosa fuga notturna ricca di sospetti. Hinault si rifece però ad Agosto vincendo il mondiale a Sallanches. Ricordo ancora quella gara,  mai visto un dominio così netto  in un mondiale , in un percorso impegnativo ( solo 15 arrivati) il bretone dominò la corsa facendo la gara da solo, solo il nostro Baronchelli riusci a tenere il suo passo, senza però mai concedergli un cambio e arrivando 2°.  Nel '81 con la maglia irridata vinse la Parigi-Roubaix  battendo in volata  De Vlaemink e Moser, Amstel Gold Race e poi Tour de France. Nel mondiale di Praga , non certo adatto alle sue caratteristiche,difese la sua maglia arrivando 3°  in una volata di gruppo battuto da due fulmini dello sprint come Maertens e Saronni. Nel 82 ancora un'accoppiata: Giro e Tour con la vittoria all'ultima tappa  sui Champ-Elysèes, l'anno successivo la Freccia Vallone e la Vuelta in un'edizione giudicata la più bella e spettacolare di sempre. Nel '84 il giro di Lombardia ,nel '85 ancora Giro il 3° su 3 partecipazioni, e il suo 5 e ultimo Tour de France. Il 1986 segnò il suo declino: al Tour de France venne battuto dal nuovo astro nascente LeMond che era partito come gregario. A fine anno Hinault si ritirò .

domenica 3 aprile 2011

Il furbo Nuyens e il pollo Boonen

Che corsa strana questo 95° Giro delle Fiandre, a vincere è stato Nick Nuyens (Saxo Bank), una sorpresa ma non troppo, visto come pedalava nelle gare che precedono questa meravigliosa corsa. Già.... meravigliosa corsa, davanti alla televisione mi sono entusiasmato soprattutto vedendo la quantità di persone lungo il percorso a tifare i loro begnamini, sui muri poi era uno spettacolo vedere i corridori al centro con così tanta gente assiepata al bordo strada, non per niente la Ronde Van Vlaanderen è per i belgi l'evento sportivo più importante dell'anno, e quindi immagino la felicità di NUYENS nel vincere questa corsa essendo lui fiammingo.
Il corridore di Riis ha avuto il merito di cogliere l'attimo in cui si è decisa la gara, cioè quando a 4 km Cancellara ha giocato le sue carte. Sembra strano, ma credo che non poteva immaginare un finale più facile da vincere. Cancellara lo ha portato direttamente nel rettilineo finale dove il belga l' ha potuto battere allo sprint.
CANCELLARA oggi era in forma super e al traguardo è giunto sfinito. Credo però che la corsa gli sia sfuggita ai piedi del Muur quando, in vantaggio di 1', è stato ripreso in 500m da Gilbert. Lo svizzero ha lamentato una crisi idrica, infatti lo si è visto più volte cercare una borraccia d'acqua dai meccanici ai lati della stada, ed è stato vittima di crampi. Mi è piaciuto tantissimo, un gran lottatore dopo la crisi sul Bosberg sul quale sembrava fermo, Fabian ha reagito ed è stato protagonista nel finale. Ormai in gruppo Cancellara ha un carisma fortissimo,  tutti lo temono, credo che debba imparare a nascondersi meglio perchè sta diventando il corridore su cui tutti in gruppo fanno riferimento, e non essendo velocissimo in queste condizioni è difficile vincere.
Se fossi il ds della Quik Step stasera tirerei le orecchie prima a BOONEN e poi a CHAVANEL
Il capitano della Quik Step quando mancavano più di 40km aveva una situazione ottima per lui, era a ruota di Cancellara e davanti aveva un cagnaccio come Chavanel a 50", doveva solo stare tranquillo. Invece al'improvviso, ai piedi del Leberg, cosa fa? Si mette davanti a tirare come una furia! Roba da non credere per Cancellara ( che non aveva compagni di squadra)! E' stato come se un corridore della Leopard si fosse messo davanti a preparare il suo scatto, e quando si è giunti nel punto più impegnativo lo svizzero è partito e Boonen si è staccato. Da quel momento il belga è stato più volte staccato dai migliori sui muri, ma è riuscito sempre a rientrare, grave la distrzione finale quando Cancellara ha attaccato, secondo me non aveva le gambe e neanche la testa.
CHAVANEL, forse per radio, ha saputo del torto di Boonen perchè altrimenti non si spiega perchè nel finale con il belga, che si dannava l'anima ad inseguire, abbia dato dei cambi a Cancellara. Inoltre perchè non stare vicino al suo capitano nel finale sapendo che è un uomo veloce?
GILBERT è stato un'altro protagonista, mi è piaciuto perchè è stato uno dei pochi che ha preso una iniziativa per vincere la corsa . Vittima di una foratura ai piedi del Leberg quando è scoppiata la bagarre finale, è rimasto staccato dai migliori, con calma si è ripreso è rientrato e sul Bosberg ha giocato le sue carte. Purtroppo non è riuscito a fare il vuoto, e se Ballan si fosse riportato su di lui, secondo me il finale sarebbe stato diverso.
BALLAN mi è piaciuto tantissimo, la sua squadra è in uno stato di grazia, credo che attualmente sia la più forte nelle corse di un giorno. Sul Grammont ha tenuto il ritmo dei migliori, e negli ultimi 15 km gli ho visto fare almeno 4 belle progressioni. Purtroppo ha sempre trovato qualcuno dietro pronto a rispondergli, ma sarebbe bastato un attimo di incertezza che oggi le gambe di Alessandro lo avrebbero portato all'arrivo. Purtroppo degli altri italiani c'è poco da dire.
POZZATO ha corso bene fino al Muur , sul Leberg ha tenuto la ruota di Cancellara e Boonen, Paolini ha lavorato per lui,  poi è sparito. All'arrivo era molto deluso, sinceramente non capisco, oggi non era all'altezza di una vittoria, forse si è reso conto che dopo le dichiarazioni in settimana di Tchmil  sulla mancanza di buone prestazioni, ci potrebbero essere delle conseguenze sul suo futuro.

A Nuyens il Giro delle Fiandre


Un vecchio detto dice " Tra i due litiganti il terzo gode", così aver parlato così tanto in questi giorni della sfida Boonen-Cancellara oggi a vincere il 95° Giro delle Fiandre è stato il fiammingo Nick Nuyens che ha battuto in una volata a tre : Sylvain Chavanel e Fabian Cancellara; 4° Tom Boonen staccato di 4". Come dicevo in questi giorni si è parlato molto della sfida dei 2 protagonisti dell'edizione 2010, sia Cancellara che Boonen  avevano dichiarato che la corsa poteva essere decisa prima del Muur con un possibile attacco da lontano. Il gruppo ha aspettato le mosse dei 2 campioni, così sul Leberg a 43 km dall'arrivo con Chavanel in fuga e 50" di vantaggio,  è scoppiata la bagarre. Stranamente il primo a muoversi è stato Boonen (compagno di squadra di Chavanel) che ai piedi della salita ha iniziato  una menata che ha frazionato il gruppo, ma Cancallara si è portato subito  a ruota e con lui un buon Pozzato. A poco dallo scollinamento, parte da solo Cancellara , è una progressione impressionante tanto che Pozzato  all'arrivo ha dichiarato " ci ha staccato tutti come degli amatori" ,   così lo svizzero si mette  all'inseguimento del francese.In testa si forma una coppia, dietro gli avversari non si organizzano e il vantaggio sale a 1' ai piedi del Muur; corsa finita?......! Chavanel non tira neanche un metro ma non sembra preoccupare Cancellara che però ha  problemi a rifornirsi di liquidi. All'improvviso i due quasi si fermano e Gilbert ,dietro, in pochissimo tempo riesce ad annullare lo svantaggio tirandosi dietro, però,20 corridori. Cancellara ripreso, cerca di ripartire nel tratto duro del Muur, dove lo corso anno staccò Boonen, ma oggi è un'altro giorno e in cima scollina insieme a 4 corridori, tra cui Ballan. Mancano 15km e ancora un ostacolo : il Bosberg. Ai piedi dell'ultimo muro, sui 5 rientrano altri corridori formando un gruppetto di un quindicina di atleti. Tutti curano Cancellara che però appare appesantito, ma a metà del Bosberg, un lungo rettilineo in pavè di 980m con pendenze del 11%, parte Gilbert. Sembra l'azione buona, dietro solo Ballan sembra poter rientrare, all'arrivo mancano ancora 12Km. L'azione del vallone  con il passare dei chilometri si appesantisce, e viene ripreso. A 4 km Cancellara gioca la sua ultima carta e parte trascinandosi però dietro Chavanel e Nuyens,  che si mettono comodamente a ruota dello svizzero lasciandosi portare all'arrivo.A 600m, con i 3 da soli al comando, Boonen capisce che il fiandre gli sta scappando dalle mani e tenta un disperato inseguimento. Sfortunatamente per lui lo sprint è già partito con Cancellara che fa un'ultima progressione, oggi però ha lavorato troppo e per Nuyens è fin troppo facile saltarlo e andare a vincere.

Il Giro delle Fiandre

Si corre oggi il 95° Giro delle Fiandre, 258 km con partenza da Bruges (Belgio) e arrivo a Ninove. Il Rounde van Vlaanderen come vienne chiamata dai belgi, è caratterizzata da i cosidetti muri, brevi salite che non superano il chilometro  ma con pendenze che arrivano a toccare i 20% e in pavè. Il Paterberg , il Taaienberg, Molenberg, Valkembreg, il Grammont (o Muur per i fiamminghi, il più famoso), ed infine il Bosberg sono alcuni dei famosi muri che i corridori oggi dovranno affrontare, alcuni dei quali sono entrati nella storia di questo sport. Per i belgi questa corsa , che si svolge dal 1913,è l'evento sportivo dell'anno, sono attesi lungo il percorso più di un milione di persone, tifosi che attendono lungo la strada ore per poter incitare il loro campione da vicino solo per qualche secondo.Tutti i più grandi campioni del passato hanno vinto questa corsa : Magni, Van Looy, Bobet, Merchx, De Vlaeminck,Raas, Bugno, Bartoli, Mussew sono solo alcuni dei nomi che con le loro imprese hanno fatto grando evento. Oggi vivremo il Giro delle fiandre soprattutto sulla sfida tra i vincitori delle ultime 2 edizioni : il belga Tom Boonen e lo svizzero Fabian Cancellara, le previsioni meteo danno pioggia e temperature intorno ai 10°. L'anno scorso al belga che quì corre in casa ed è spinto da tantissimi fan, bruciò tantissimo lo smacco di essere staccato sul Grammont da Cancellara e oggi ha tantissima voglia di rifarsi. Gli italiani ? Purtroppo siamo alla ricerca di un uomo da grandi classiche di un giorno, le nostre speranze sono riposte in Pozzato che però ha dichiarato di non essere in grande condizione e di avere qualche problema in squadra, Ballan che invece ha una squadra fortissima è in una grande condizione, ma fino adesso non è riuscito a vincere una gara. Infine c'è Daniel Oss un giovane di grande speranze, l'anno scorso giunse 5, fisico adatto a questa corsa, manca un pò di esperienze.Per noi appassionati non ci resta che metterci comodi sul divano con una bella bibita fresca e goderci questo spettacolo trasmesso da Raisport 2 ed Eurosport dalle 12.30.

venerdì 1 aprile 2011

Ritorno alle corse di Bettini

La notizia ha del clamoroso anche se  da qualche giorno già girava tra gli addetti ai lavori : Paolo Bettini, 2 volte campione del mondo e campione olimpico Atene 2004, ritorna alle corse con una nuova squadra. Pare che l'ex ct della nazionale, che compie 37 anni oggi,  abbia preso questa decisione dopo aver visto da vicino correre Pozzato. Già in Australia gli era nato il desiderio che è diventato sempre più forte in occasione della recente Milano San Remo. Sembra che Bettini con alcuni amici davanti alla televisione vedendo il finale della gara abbia detto ( rivolto a Pozzato) " ... se fanno correre questo come capitano di squadra,  posso correre anch'io e vincere con una gamba sola...". Subito si è fatto avanti una grossa società toscana specializzata nella distribuzione del pesce congelato proponendogli un contratto di 2 anni, e si dice che anche Gary Fisher , nota marca di mountain bike americana, sia interessata al progetto come fornitore di biciclette.