Ieri sera ho visto la nuova trasmissione su rai sport 2 " radiocorsa". Una trasmissione, condotta da Francesco Pancani e Davide Cassani, che parla di ciclismo a 360°, con filmati e servizi su tutto quello che riguarda questo bellissimo sport. Mi ha colpito l'intervista a Mattia Gavazzi, figlio del mitico Piermattia ( Pierino) grandissimo velocista anni 70-80. Mattia ha seguito le orme del padre diventando professionista nel 2006 ottenendo anche diversi successi. Nel 2010 dopo quella che è stata la sua ultima vittoria a Dalmine alla Settimana Ciclistica Lombarda, fu fermato dall'antidoping per uso di cocaina, ed essendo recidivo con un precedente nel 2004 tra gli juniores., la sua carriera ha subito uno stop. Nel servizio però non si è parlato di sport ma di come Gavazzi sta cercando di risolvere questo suo "problema". Mi ha colpito la sua fragilità di fronte a questo problema comune a tanti giovani e non solo , "..ho cominciato quasi per scherzo, per provare emozioni sempre più forti, ma la cocaina mi è entrata dentro, mi ha preso in ostaggio ...: era lei a decidere cosa dovessi fare..." queste sono le sue parole. Il padre, accanto a lui con il giornalista, ha dimostrato molta dignità e tutto il suo amore . Pierino sognava per il figlio tante vittorie, una carriera come la sua ma ora "..l'unica vittoria che mi darebbe soddisfazione sarebbe quella sulla dipendenza...". Oggi ,Mattia non è più un corridore ma un ragazzo normale che ha deciso di curarsi entrando nella comunità Exodus fondata da Don Mazzi ,e al posto di uscire in bicicletta è impegnato a pelare le patate nella cucina della mensa.
Forza Mattia vai avanti con questa umiltà e coraggio e vedrai che otterrari la tua vittoria più bella.
Voglio fare anche i complimenti al giornalista che ha realizzato il servizio per il messaggio chiaro sugli effetti negativi, e la sofferenza per se e la propria famiglia che causa la dipendenza di questa droga .

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